Immagina quando la luce si fa arte visiva

di Giorgia Castagna

Il Brixen Water Light Festival a Bressanone.

Bressanone torna ad illuminarsi con il suo ormai consueto appuntamento con la luce. Sì perché si terrà anche quest’anno dal 29 aprile al 16 maggio il Brixen Water Light Festival che vedrà Bressanone tornare a trasformarsi nel palcoscenico di uno dei festival di light art più rinomati d’Europa.

L’evento interpreta la luce non come semplice effetto scenico, ma come vero e proprio medium artistico: una forza poetica capace di trasformare gli spazi e di generare risonanze nella società.

L’edizione 2026 si interroga sul ruolo dell’arte nello spazio pubblico. In un tempo segnato da tensioni globali, il festival si propone come luogo aperto di riflessione. Nell’ambito del progetto europeo “Imagine peace”, cofinanziato dall’Unione Europea, il festival fa parte di un’alleanza composta da cinque festival di arte luminosa. Accanto a Bressanone partecipano: Copenaghen (Danimarca), Essen (Germania), Oslo (Norvegia) e Pola (Croazia).

Insieme esplorano come la luce, linguaggio universale, possa costruire ponti tra generazioni, culture e prospettive differenti. La pace non viene intesa come uno stato immobile, ma come un processo fragile e complesso, da costruire collettivamente. Oltre venti installazioni e performance, firmate da 23 artiste, artisti e collettivi provenienti da 13 Paesi, in grado di comporre così un panorama articolato della contemporanea arte della luce.

Water Light Festival 2023

Particolare attenzione viene dedicata alle opere che affrontano in modo esplicito i temi della pace, della coesistenza e della responsabilità collettiva. Altre opere si confrontano con identità e memoria, tecnologia e potere, sostenibilità, percezione dello spazio e con l’elemento acqua, inteso come origine e metafora.

In questo tripudio di luci Bressanone diventa parte attiva del progetto in quanto le facciate storiche, gli spazi sacri, i cortili, piazze e rive fluviali diventeranno interlocutori vivi. Questo legame profondo con il territorio è rafforzato da progetti che coinvolgono direttamente la comunità locale, traducendo in installazioni luminose gli archivi familiari, i dialetti regionali e l’uso di materiali riciclati, in una sintesi perfetta tra identità altoatesina e avanguardia internazionale.

A guidare questa complessa macchina creativa è un team rinnovato che unisce visioni complementari sotto la direzione artistica di Werner Zanotti e la gestione di Hanna Bizjak. A curare l’evento Nika Perne, che ha già curato le ultime tre edizioni, e torna come responsabile della linea concettuale complessiva e delle posizioni artistiche internazionali nel contesto di Imagine Peace, spiega come: «La luce è un medium immateriale che può tuttavia generare un forte impatto emotivo e sociale. Il nostro obiettivo è presentare opere che non illustrano, ma pongono domande, che aprono spazi in cui il significato si costruisce nel dialogo con il pubblico». Con lei assumono responsabilità curatoriali anche Dorothy Di Stefano (Australia) e Nina Stricker (Alto Adige).

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