Il tango che travolge. L’11 dicembre è il World Tango Day

di Giorgia Castagna

Il tango ha vissuto il suo boom nel 2000, grazie all’organizzazione di festival e di eventi. Una danza che conquista cuore e corpo, quindi “Ti va di ballare?”

In occasione della Giornata Mondiale del Tango, che si celebra l’11 dicembre, scopriamo perché questa danza è in grado di conquistare il cuore delle persone, prima ancora che i loro corpi. Il tango è un ballo di origine popolare che è da sempre sinonimo di eleganza, di passione e di incanto ma che, alle sue origini, era molto diverso rispetto a quello odierno. Agli inizi, infatti, il tango era considerato come il ballo della popolazione povera argentina, mentre oggi, uscito da tempo dai barrios e dai vicoletti di Buenos Aires, si balla in qualunque parte del mondo ed è una delle danze di maggior successo a livello planetario, con la moltiplicazione di scuole di tango nelle grandi città. Persino l’UNESCO, nel settembre 2009 ha decretato il tango argentino patrimonio culturale immateriale dell’umanità. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ha preso la decisione nel corso di un meeting fra 400 esperti riuniti ad Abu Dhabi per compilare una lista di arti e tradizioni da salvaguardare. Il Ballo della seduzione, così definito perché in grado di “personificare sia la diversità culturale, sia il dialogo, rappresenta l’essenza di una comunità e pertanto merita di essere salvaguardato”. Andando a fondo e ricercando le origini del ballo arriviamo ai primi del Novecento quando sulle sponde del Rio della Plata giungevano immigrati europei tra i quali italiani, tedeschi e spagnoli che mescolavano le loro culture a quelle delle popolazioni locali e delle comunità di origine africana che giungevano dal Centro America. La musica e il ballo sono il mix di melodie e suoni fatti di una forte componente nostalgica e sentimentale dove predomina il Bandoneon, strumento caratteristico. Tra i compositori si ricordano gli italiani Di Sarli, Pugliese, De Caro e del veronese Mario Battistella, tutti figli di immigrati, che hanno fornito un forte contributo ai testi delle canzoni spesso formulate con il gergo parlato nel porto di Buenos Aires dai malavitosi, per non farsi capire. Ma non è tutto: le canzoni parlano di storie legate anche a quella cultura della strada, dei combattimenti con i coltelli e delle forti passioni, raccontati nei testi di Evaristo Carriego e Jorge Luis Borges. Una cultura che viene dal basso ma che è stata esportata nei salotti aristocratici francesi prima di tutti da Carlos Gardel negli anni ‘30.


Il tango ha vissuto un autentico boom nel 2000, grazie all’organizzazione diffusa di festival e di eventi di tango che hanno contribuito ad accrescere la popolarità di questo ballo. Le famose milonghe, per esempio, dove ballerini di diversi livelli si incontrano per condividere la passione per questa danza.
Le milonghe sono caratterizzate da un’atmosfera conviviale e da momenti di scambio culturale, in cui la musica e il ritmo del tango creano un’esperienza unica per tutti i partecipanti. Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del tango ma un grande spettacolo per quanti ancora non sono stati travolti da questa passione.

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