Il jazz di Cammariere, un viaggio intimo e potente

di Redazione

Intimo. Potente. Coinvolgente. È il jazz lirico e ritmato di Sergio Cammariere, che al Teatro Ristori di Verona ha dato avvio il 15 ottobre scorso alla nuova stagione della Rassegna Jazz curata da Gegè Telesforo con il concerto “Sergio Cammariere Quintet”. Un concerto che ha registrato il tutto esaurito.

Il cantautore e pianista crotonese dalla voce calda e dai testi ricercati ha ripercorso la sua carriera partendo dai suoi più grandi successi, rivisitati e ri-arrangiati per l’occasione, fino a pezzi meno noti e brani del nuovo disco “Una sola giornata”, regalando una serata magica al pubblico veronese, che non ha mancato di applaudire straordinari momenti di improvvisazione.

Insieme a lui sono saliti sul palco Daniele Tittarelli al sax soprano, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Michele Santoleri alla batteria (quest’ultimo al posto di Amedeo Ariano).

Indimenticabile il duetto tra il pianoforte di Cammariere e il violoncello suonato dalla talentuosa Giovanna Famulari, con cui collabora per alcuni pezzi nel nuovo album in uscita. Il quintetto si è dimostrato affiatato, capace di tradurre e amplificare ogni sfumatura del mondo musicale del cantautore, ma anche di creare assoli e passaggi inediti.

Trascinante l’esecuzione con gli strumenti al completo del brano “Tutto quello che un uomo”, uno dei più grandi successi di Cammariere, quello che lo ha fatto conoscere al grande pubblico nell’edizione 2003 di Sanremo e con il quale si è aggiudicato il terzo posto, oltre al “Premio della critica” e al Premio “Migliore composizione musicale”.

Da segnalare anche “Tempo perduto” con un nuovo arrangiamento, “Dalla pace del mare lontano”, “Per ricordarmi di te” con un toccante richiamo alla strage di Castel d’Azzano in cui hanno perso la vita tre carabinieri, “L’amore non si spiega”, il forse meno noto “Ferragosto”, scritto in collaborazione con Samuele Bersani, e il brano strumentale “Tema di Malerba” tratto da “Piano” uscito nel 2017 a riprova della continua ricerca musicale e personale.

E ancora, tutta da ascoltare la versione ultra lirica di “Padre della notte” definita dallo stesso artista “una preghiera laica e un richiamo alla pace”: scritta con il paroliere e cantautore romano Roberto Kunstler nel 2002, fu presentata inedita in  Vaticano davanti a Papa Giovanni Paolo II. Nel bis, chiesto a gran voce dal pubblico, il quintetto ha riproposto il nostalgico “Via da questo mare”, brano del 2001 che racconta in musica e parole l’addio di Cammariere alla sua Crotone per dare inizio alla sua carriera di cantautore e al suo peregrinare in cerca di stimoli, contaminazioni, ricercate collaborazioni artistiche.

Non poteva esserci inizio migliore per la stagione jazz del Teatro Ristori, che nelle prossime settimane vedrà protagonisti altri grandi nomi italiani e internazionali. Venerdì 14 novembre sarà la volta di Danilo Rea con “Sakamoto & Me”. Poi a dicembre la novità di questa edizione: il teatro si trasformerà in un Jazz Club per tre domeniche consecutive (7, 14 e 21) con i giovani Cutello Bros 5tet, la “Special Edition” del quartetto di Max Ionata e il Trio di Dado Moroni in un tributo a Oscar Peterson.

Nel 2026, a Verona arriveranno artisti come Richard Bona (7 febbraio), lo Steve Gadd Organ Trio (4 marzo) e, in occasione dell’International Jazz Day, il quintetto di Eddie Henderson (30 aprile) in un omaggio a Miles Davis.

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