Come sono diventate così importanti per le nostre vite e le nostre città. Ne parliamo con Tommaso Ferrari
Sulle energie rinnovabili siamo arrivati tardi ma, con le giuste accelerazioni, possiamo ancora raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica entro il 2050. Intanto quest’anno abbiamo ottenuto risultati importanti: nel primo semestre del 2024 infatti, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia ha superato per la prima volta quella da fonti fossili. Un risultato molto importante. La strada da fare è ancora tanta e per lo più in salita, ma le premesse sono più che buone: ecco perché in un quadro così delicato è più che mai necessario essere consapevoli del potenziale e dei vantaggi delle fonti rinnovabili, come aziende ma anche come semplici cittadini. Sempre più città infatti stanno ricorrendo alle rinnovabili per far sì che i propri abitanti possano migliorare la qualità della loro vita. Ne abbiamo parlato con Tommaso Ferrari, che oltre ad essere Assessore alla transizione ecologica, all’ambiente e alla mobilità del Comune di Verona, è anche ingegnere ambientale, e che ha sottolineato come l’impiego delle rinnovabili rappresenti un elemento cardine nel raggiungimento degli obiettivi verso la carbon neutrality.
Il ruolo delle città nella transizione ecologica è sempre più centrale: si è portati a pensare che questo sia sinonimo di scomodità, ma non è affatto così. Avere strategie per adattare e mitigare i cambiamenti climatici è una sfida di competitività per le città e di qualità della vita per i cittadini e le cittadine. È necessario quindi, evidenzia Ferrari, sperimentare diversi approcci che possano migliorare la qualità della vita e al contempo essere alternative efficaci ed efficienti rispetto alle nostre abitudini. Le città devono e dovranno essere un nucleo di sperimentazione.
È proprio grazie all’innovazione che, a piccoli passi, ci stiamo avvicinando alle smart cities, ovvero città eque, pensate e progettate per tutti e tutte. La tecnologia qui è un elemento chiave: come sottolinea Ferrari c’è bisogno di trasformare gli spazi urbani e ripensarli per le persone, ma anche di concepire nuovi modelli energetici comunitari. Una smart city ha benefici non solo sulla vivibilità e sulla mobilità, ma anche sulla salute dei cittadini stessi.
Nel tempo sono cambiate e si sono evolute le necessità dei cittadini, e delle città stesse: imparare a ripensare gli spazi urbani e le loro funzioni è oggi più che mai di vitale importanza e per farlo serve attivare processi inclusivi e di ascolto verso cittadini e cittadine.
Il mondo dei privati corre veloce e le pubbliche amministrazioni devono avere il coraggio di fare scelte diverse e innovative, anche se questo comporta una rottura con il passato. È proprio dalla partnership tra pubblico e privato che possono nascere progetti interessanti che avranno come beneficiari anche i cittadini stessi.
Come racconta Ferrari, la sfida più grande per la nostra città è proprio quella di abituarsi alla trasformazione, che deve sempre più essere vista come status. E la transizione ecologica dovrebbe essere, per tutti, la priorità: anche per la politica, che ha l’arduo compito di incanalare tutta la città in un’unica direzione condivisa.
Nel tempo sono cambiate e si sono evolute le necessità dei cittadini, e delle città stesse: imparare a ripensare gli spazi è oggi più che mai di vitale importanza e, anche in questo caso, ognuno deve dare il proprio contributo.