I rifiuti speciali in cucina

di Federica Clemente

In collaborazione con Amia

Non solo umido e plastica, anche sughero e oli esausti.

La cucina è il luogo della casa dove generalmente si producono più rifiuti: dagli scarti alimentari agli involucri e imballaggi che contengono il cibo che compriamo al supermercato. Su queste pagine, numero dopo numero, stiamo analizzato il ciclo della raccolta differenziata, spiegando quanto è importante che venga fatta al meglio (ad esempio cosa può provocare la ceramica all’interno di una partita di vetro) e fatto chiarezza su cosa va conferito nelle raccolta di carta, plastica, secco e umido. Oggi torniamo in cucina per affrontare il tema di alcuni rifiuti speciali: il sughero e gli oli esausti.

Tappi di sughero

Il sughero è un materiale di origine naturale, ricavato dalla corteccia della quercia da sughero (Quercus Suber), una varietà che cresce nell’area mediterranea occidentale di Europa e Africa. È un materiale organico al 100% che per le sue caratteristiche è il miglior materiale per i tappi delle bottiglie di vino, capace di mantenerne inalterate le proprietà organolettiche.

È un materiale molto pregiato e facilmente riciclabile: è infatti importante che venga raccolto separatamente e conferito nella raccolta dedicata presso le isole ecologiche o all’Ecomobile di Amia da dove viene avviato al riciclo e alla sua seconda vita per la produzione di pannelli isolanti e fonoassorbenti, granulati per l’edilizia, tacchi e solette per le scarpe.
Quando si stappa una bottiglia di vino, quindi, bisogna prestare attenzione al materiale di cui è fatto il tappo e se è sughero (in commercio ci sono anche tappi di plastica) riciclarlo!

Oli esausti

Non solo l’olio della frittura ma anche quello delle scatolette di tonno o dei barattoli di olive e sott’oli, è l’olio esausto che non deve assolutamente essere buttato nello scarico del lavello ma ha un suo bidone: quello arancione fluo.


L’olio e i grassi alimentari in generale, infatti, vanno conferiti all’interno di bottiglie di plastica ben chiuse nel bidone apposito (ce ne sono una sessantina in città a cui si aggiungono quelli più capienti, due per circoscrizione), contribuendo ad avviare al coretto smaltimento questo genere di rifiuto.

L’olio è potenzialmente molto nocivo per gli ecosistemi, contribuendo all’inquinamento del suolo e delle falde acquifere superficiali, fino a quello di fiumi, mari e bacini idrici; inoltre può creare possibili malfunzionamenti negli impianti di depurazione delle acque. Ancora oggi, più del 70% dell’olio alimentare esausto proveniente da utenze domestiche non viene smaltito nel modo corretto, una tendenza che va invertita subito.
Per ogni dubbio, comunque, è buona prassi consultare il nuovo dizionario dei rifiuti di Amia, consultabile al sito www.amiavr.it, che indica per ogni rifiuto il corretto bidone.

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