Tradizione e spettacolo nelle valli del Nord.
Quando l’inverno cala sulle montagne e la neve comincia a imbiancare i tetti, nelle valli del Trentino-Alto Adige e del Friuli si risveglia una delle tradizioni più affascinanti e misteriose dell’arco alpino: le sfilate dei Krampus. Figure infernali, metà demoni e metà spiriti della natura, che accompagnano San Nicolò nella notte del 5 dicembre.
Tra corna, pellicce, campanacci e fumo di torce, le strade si trasformano in un palcoscenico dove il folklore incontra il brivido. Nel 2025, i cortei torneranno a infiammare le valli con un calendario ricchissimo di appuntamenti. In Val di Funes, il 5 dicembre, centinaia di Krampus scenderanno lungo le vie di San Pietro in un frastuono di catene e grida: uno spettacolo che fonde paura e fascino ancestrale. A Vipiteno, sotto la Torre delle Dodici, la sfilata notturna richiama visitatori da tutta Europa, mentre a Dobbiaco, il 7 dicembre, oltre seicento figuranti provenienti da Austria, Germania e Slovenia trasformeranno il borgo in un teatro di fiamme e rintocchi metallici.

Anche il Trentino custodisce la sua tradizione. A Pozza di Fassa, il 29 novembre, il corteo dei Krampus attraversa le stradine illuminate da fiaccole, con le Dolomiti sullo sfondo a rendere l’atmosfera quasi surreale. In Val Casies, la processione è più intima e legata al territorio: pochi demoni, maschere scolpite a mano e la sensazione di assistere a un rito antico, tramandato da generazioni.
Nel Friuli-Venezia Giulia, l’appuntamento più atteso è quello di Cervignano del Friuli, dove la notte del 5 dicembre San Nicolò e i suoi Krampus invaderanno il centro storico tra urla, fumo e risate. È una festa popolare che unisce grandi e piccoli, mescolando il timore dei bambini con la complicità degli adulti.
Ma dietro le maschere mostruose e le pellicce annerite si cela qualcosa di più profondo. Quella dei Krampus è una tradizione che parla di equilibrio: tra luce e oscurità, tra sacro e profano, tra paura e festa. Secondo il folklore, il loro compito era quello di ammonire i bambini più dispettosi, ricordando l’equilibrio tra premio e punizione. Maschere scolpite a mano, corna imponenti, pellicce scure e campanacci che rimbombano evocano antichi riti e la connessione tra uomo e natura. Oggi i Krampus continuano a incarnare il fascino dell’inverno alpino, unendo paura, stupore e cultura popolare, e mantenendo viva una tradizione che attraversa secoli e valli.