La Grotta di Fumane è senza dubbio uno dei maggiori siti archeologici preistorici d’Europa. Le ricche testimonianze conservate nei depositi di riempimento di questa cavità, oggetto di ricerche dal 1988, rappresentano una eccezionale attestazione delle frequentazioni dell’Uomo di Neandertal e dei primi Uomini Moderni. Abbiamo intervistato il professor Marco Peresani, ordinario all’Università di Ferrara e coordinatore del centro ricerche presso la Grotta, che ci racconta questo straordinario giacimento che ci rivela un’umanità del passato.
Qual è la straordinarietà di questo sito?
Questo sito ci consente di comprendere il perché del successo dell’Homo Sapiens in Europa. La Grotta di Fumane è stata abitata prima dai Neandertal e successivamente dai Sapiens, ma in momenti diversi e senza mai incontrarsi. La stratificazione dei depositi ci permette di ritrovare elementi che ci raccontano entrambe le popolazioni, con informazioni di carattere culturale, religioso, sociologico, e in qualche misura anche compararne stile di vita e abitudini.
Per esempio, la pittura dello Sciamano di Fumane è una delle più antiche raffigurazioni umane, che raffigura un uomo con sembianze animalesche.
I resti ci parlano di società i cui membri erano in possesso di una conoscenza accurata della natura, che avevano sviluppato tecnologie ed utensili efficaci a garantire la sopravvivenza della specie.
Cosa ci racconta la stratificazione?
L’analisi dei depositi, attraverso tecniche come il radiocarbonio, ci consente di datare i vari reperti e di raccontare le diverse epoche preistoriche, rapportandole alle popolazioni e alla fauna, ma anche all’evoluzione del clima e del paesaggio.
Partiamo dallo strato più antico, che risale a 170 mila anni fa fino ad arrivare a 32 mila anni fa.
In che modo il sito di Fumane ha contribuito a costruire un’immagine più accurata dell’uomo di Neandertal?
L’uomo di Neandertal ha subito oltre 10 anni fa un restyling della sua figura. Grazie a una serie di reperti di eccezionale interesse abbiamo capito che era dotato di conoscenze e aveva sensibilità verso il bello, abbiamo capito che cacciava rapaci e avvoltoi, estraeva penne e artigli come elementi di adorno e usava le conchiglie come ornamento. I nostri studi sono stati determinanti nel contribuire a rendere più moderna l’idea di questo uomo primitivo.
Quali novità ci sono all’orizzonte?
Abbiamo diversi articoli scientifici in lavorazione. Ad esempio, l’analisi dei denti degli erbivori cacciati per rilevare la stagione di caccia o lo studio di altri artigli di aquila arricchirà la gioielleria neandertaliana a Fumane. Infine, un bel risvolto dovrebbe arrivare con la ripresa degli scavi, che vorremmo rendere fruibili in modo contingentato al pubblico per illustrare la nostra “sala operatoria” del passato.
Visite e laboratori
«Da marzo 2024 in accordo con Soprintendenza e comune di Fumane il sito è nuovamente visitabile – spiega Francesco Garbasi, Responsabile Area Progettazione e Sviluppo di ArcheoVea Impresa Culturale, società individuata come gestore dell’area archeologica. – Per noi di ArcheoVea è importante sviluppare questo progetto in un’ottica di impatto in termini culturali, sociali ed economici sul territorio, creando collaborazioni con le realtà locali».
La Grotta di Fumane presenta un calendario fornito di attività didattiche ed eventi per scuole, famiglie e appassionati a tema arte preistorica e paleolitica, scheggiatura della pietra, fauna e molto altro, inoltre è possibile visitare il sito archeologico con visita guidata, previa prenotazione, il sabato e la domenica direttamente dal sito www.grottadifumane.it.