Dal 18 settembre al 18 ottobre fotografia, arte e memoria nella nona edizione del Festival.
Che cosa succede a un’immagine quando il tempo passa? Può essere dimenticata, trasformata, reinterpretata e poi tornare a parlarci, magari con un significato completamente nuovo.
È questa la domanda al centro della nona edizione di Grenze – Festival Internazionale di Fotografia e Arti Visive, che dal 18 settembre al 18 ottobre torna a trasformare Verona in un grande percorso dedicato alla fotografia contemporanea.
Il titolo di questa edizione, Nachleben, è un termine utilizzato dallo storico dell’arte Aby Warburg per indicare la “sopravvivenza” delle immagini nel tempo. Un concetto che diventa la chiave di lettura del festival, curato da Simone Azzoni e Francesca Marra: le immagini non sono mai qualcosa di immobile, ma continuano a vivere, riaffiorare e modificarsi insieme alla memoria e alla cultura.
Da qui nasce un’edizione che guarda alla fotografia come a una sorta di archivio vivente, mettendo in relazione immagini, cinema, storia e memoria.
Come da tradizione, Grenze si sviluppa in diversi luoghi di Verona, creando un itinerario che attraversa Veronetta, l’area dell’ex Caserma Chiodo, gli Scavi Scaligeri e i Giardini del Bastione delle Maddalene. Spazi pubblici, luoghi rigenerati e sedi indipendenti diventano così parte integrante del progetto, in un dialogo tra arte contemporanea e territorio.
Il cuore della manifestazione sarà la mostra dedicata ad Abbas Kiarostami, uno dei grandi maestri del cinema internazionale, protagonista di un progetto dedicato alla sua ricerca fotografica. Dopo aver esplorato nelle scorse edizioni il rapporto tra fotografia e cinema attraverso Wim Wenders e Pedro Almodóvar, Grenze continua così a interrogarsi sul confine tra immagine fissa e immagine in movimento.
Intorno alla mostra principale si sviluppa poi un programma internazionale che porta a Verona autori dall’Europa, dall’Asia e dagli Stati Uniti. Tra loro Chiara Innocenti, vincitrice del Premio MUSA dedicato alla fotografia femminile, la catalana Julieta Averbuj, Vedad Divović dal Sarajevo Photography Festival, Aline Bovard Rudaz, con una ricerca sulle lavoratrici dell’industria orologiera svizzera colpite dalla silicosi da quarzo, e Yiming Zhu, che racconta il mondo delle ricamatrici della seta in Cina. A completare il percorso, il reportage sull’Europa orientale di Roland Schmid e i progetti degli artisti selezionati attraverso l’open call internazionale.

La fotografia diventa gioco
Una particolare attenzione è riservata quest’anno a bambini e ragazzi, con un programma che prova a rendere la fotografia un’esperienza da vivere e non soltanto da osservare.
Marta Szymańska, direttrice del Fotofestival di Łódź, cura una mostra dedicata all’immaginario di Kiarostami pensata proprio per i più piccoli, mentre Grenze Kids | EDUCATIONAL propone laboratori, workshop e attività gratuite rivolte alle famiglie.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello del 20 settembre, quando il Cortile Mercato Vecchio si trasformerà in un vero laboratorio fotografico all’aperto. Protagonista sarà la cianotipia, antica tecnica che utilizza la luce per creare immagini: bambini e ragazzi saranno coinvolti nella realizzazione di un’opera collettiva, diventando così parte del processo creativo.
Il 25 settembre sarà invece la volta della scrittrice Giuliana Facchini, con Inverno freddo. La scrittura fotografica: paesaggio e ritratto, un incontro dedicato al rapporto tra parole e immagini e a come la descrizione letteraria possa contribuire a costruire un romanzo.
Non solo mostre
Grenze è anche un luogo di incontro per chi la fotografia la studia e la pratica. Tornano le Letture Portfolio, con direttori di musei, curatori e rappresentanti di festival internazionali, un’occasione per i giovani autori di confrontarsi direttamente con il mondo dell’arte.
Il programma comprende inoltre talk, presentazioni editoriali e incontri sui temi della memoria, degli archivi e della persistenza delle immagini. Tra gli appuntamenti inaugurali la presentazione di Archeologia visuale. Teoria, uso e creazione di Paolo Schianchi, il talk Quando le immagini ritornano con Marco Valerio Amico del gruppo Nanou e Insetti e agricoltura rigenerativa con Umberto Diecinove.
Con le sue collaborazioni internazionali e il forte legame con Veronetta, dove lavora insieme ad associazioni, università, scuole e realtà del territorio attraverso la rete Cortile delle Culture, Grenze continua a fare della fotografia uno strumento per abitare e rileggere la città.
Un festival, dunque, da attraversare con curiosità, lasciandosi guidare dalle immagini e dai luoghi: perché, come suggerisce il tema di questa edizione, ciò che abbiamo visto può tornare a parlarci, anche molto tempo dopo.
Per il programma completo: www.grenzearsenalifotografici.com