Il nostro tour tra merletti, vetro e storia.
Tra le migliori gite fuori porta da Venezia non si può non citare le isole della laguna e proprio per questo abbiamo preparato un piccolo itinerario da sfruttare per i prossimi week end primaverili.
Venezia, facilmente raggiungibile in treno o in auto grazie ai grandi parcheggi, fa da prima tappa per poi poter partire da lì con traghetti ben organizzati che servono le isole dei dintorni.
A poca distanza dal centro storico della città lontane dal turismo di massa, le isole della laguna della città dei Dogi, luoghi tranquilli e avvolti dalla natura e della fauna che le abita; visitarle ne vale la pena.
L’isola di Murano.
A poca distanza di Venezia sorge un’isola elegante e famosa nel mondo per la sua maestria del vetro artistico: l’isola di Murano. Essa rappresenta la seconda isola dopo il capoluogo ed esteticamente ci assomiglia molto: una sorta di centro storico in miniatura, con il suo Canal Grande che la tagli a metà e un solo ponte di legno la attraversa.
Una volta l’isola di Murano era ricca di chiese, monasteri, palazzi e giardini poi agli inizi dell’Ottocento molti edifici furono demoliti ma tra questi resta ancora la splendida Basilica dei Santi Maria e Donato, di età coeva alla Basilica di San Marco, come del resto i ricchi mosaici al suo interno. Da non perdere il Museo del Vetro di Murano, che ripercorre la storia di questa antica e segreta lavorazione attraverso le creazioni più belle e quelle giunte fino a noi.
Nel signorile Palazzo da Mula vengono presentate mostre ed esposizioni, poi c’è la Chiesa di san Pietro Martire con le sue tele di Bellini, Tintoretto e Veronese, il faro ancora in funzione e una miriade di ristorantini ed osterie. Murano è un’isola autentica e viva, con un’anima artistica che vi sveleremo con la passione di chi ama e lavora in questa magica isola della laguna.

L’Isola di Burano.
Una perla di colori e allegria: incastonata nella parte nord della Laguna Venezia, Burano merita una tappa obbligata sia per la sua bellezza, sia per l’atmosfera di altri tempi che si respira.
La storia dell’isola affonda le sue radici nel lontano passato delle origini della città di Venezia, quando la popolazione di Altino fuggì a causa delle incursioni barbariche all’interno della laguna, sugli isolotti limitrofi, a cui diede il nome. La parola Burano deriva dalla parola Bora, quel vento freddo e forte che molto spesso si sente soffiare in laguna durante i mesi invernali.
Le case attualmente hanno intonaci sgargianti e diversi gli uni dagli altri per segnare la fine di una proprietà e l’inizio di un’altra. La leggenda vuole che i colori delle case fossero così sgargianti perché i pescatori, tornando a casa, potessero riconoscere la loro abitazione in mezzo alla nebbia o caìgo come si dice qui, che in autunno e inverno cala in banchi fitti su tutta la Laguna e l’entroterra.
Merita una tappa Piazza Galuppi, l’unica di tutta l’isola, dove c’è la chiesa di San Martino Vescovo con dipinti del Tiepolo, il caratteristico campanile storto, il palazzo del Municipio e il Museo del Merletto.
Si perchè a Burano merletti se ne trovano in quasi tutti i negozi. Sicuramente questo è un souvenir tipico ed originale da conservare se siete amante del fatto a mano e dell’arte. Questa lavorazione affonda le sue radici in un passato lontano: una tradizione artigianale tramandata di madre in figlia per generazioni dagli inizi del Cinquecento.
Torcello.
Ultima fermata del nostro tour è Torcello, facilmente raggiungibile da Burano. Torcello è stata la culla della civiltà veneziana: i primi insediamenti risalgono al VII secolo quando gli abitanti di Altino cercarono rifugio sull’isola per sfuggire alle invasioni barbariche.
Oggi vivono qui solo una ventina di persone. Sembra incredibile se si pensa che nel periodo di suo massimo splendore l’isola di Torcello arrivò a contare quasi 50.000 abitanti! L’Isola offre da subito ai suoi visitatori un’atmosfera d’altri tempi e seguendo il lungo viale che porta alla piazza e che costeggia il rio principale, ci si immerge pian piano in un paesaggio che sembra rimasto al periodo del tardo impero romano, con un ritmo spezzettato ogni tanto da un ristorante in stile coloniale.
A metà di questa passeggiata, lunga circa 7-8 minuti, ci si imbatte nel famoso Ponte del Diavolo, così chiamato perché secondo la leggenda venne costruito in una sola notte dal diavolo in persona per vincere una scommessa: probabilmente è stata la mancanza di protezione sui lati, e quindi la sensazione che il ponte sia stato costruito in fretta, ad aver influenzato l’immaginario collettivo del tempo.
Al di là del ponte vi è una zona puramente adibita ad orti tutta da scoprire. Poco più avanti un secondo ponte porta alla piazza del paese, ancora interamente in terra battuta e ghiaia, ai cui lati sono allineate delle bancherelle di souvenir del posto.