Un viaggio fotografico tra arte, scienza e impegno ambientale al MART di Rovereto e al MUSE di Trento.
Il 2025 è stato proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’Anno Internazionale della Conservazione dei Ghiacciai.
È ormai evidente come decennio dopo decennio si stia registrando una costante e drammatica riduzione di volume e superficie dei ghiacciai di tutto il mondo che, oltre a rappresentare un’immensa perdita culturale di panorami inestimabili, ci catapulta in una situazione di urgenza ambientale: i ghiacciai infatti sono elementi fondamentali nella regolazione del ciclo idrologico e del clima locale globale, da loro dipendono l’approvvigionamento di acqua potabile di ben due miliardi di persone e i due terzi dell’agricoltura irrigua mondiale.
Per questo tre grandi istituzioni culturali, Il Trento Film Festival, il Mart di Rovereto e il Muse di Trento, hanno unito le loro forze per presentare l’ultimo grande progetto espositivo di Sebastião Salgado: Ghiacciai.
Una mostra-manifesto, a cura di Lèlia Wanick Salgado, prodotta in collaborazione con Contrasto e Studio Salgado con il coordinamento di Gabriele Lorenzoni (Mart) e Luca Scoz (Muse), che celebrando i ghiacciai si pone l’obiettivo di sensibilizzare la società sul sistema climatico e idrologico globale.
Il progetto di Salgado tra arte e consapevolezza ambientale.
Sebastião Salgado, recentemente scomparso, è stato uno degli artisti più noti del mondo, fotografo attivista e umanista, la sua fotografia si è sempre distinta per la straordinaria capacità di raccontare le fragilità del nostro pianeta con un’estetica potente e carica di denuncia sociale.
Già celebre per reportage come “Genesis” e “Workers”, con “Ghiacciai” Salgado invita il pubblico a intraprendere un viaggio immersivo, emotivo e intellettuale nel cuore delle grandi distese di ghiaccio della Terra, testimoniando la loro bellezza, la loro storia millenaria ma anche la loro vulnerabilità. Frutto di anni di spedizioni, osservazione e studio tra le lande glaciali dell’Artico, delle Ande, dell’Himalaya, della Patagonia, della Groenlandia e dell’Antartide, ogni suo scatto è al tempo stesso un atto d’amore verso la natura e un grido d’allarme contro la crisi climatica.

Una mostra diffusa: due musei, un unico racconto
Uno degli aspetti più innovativi della mostra è la sua forma diffusa, che ci conduce in due delle realtà museali più importanti del Trentino: il MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, e il MUSE – Museo delle Scienze di Trento. Una collaborazione che permette di coniugare due sguardi complementari: quello dell’arte fotografica e della riflessione poetica, e quello dell’indagine scientifica e della divulgazione ambientale.
Al MART di Rovereto la mostra si concentra sul linguaggio visivo di Salgado, esponendo oltre 50 fotografie di ghiacciai di tutto il mondo per un percorso unico, emozionante e suggestivo che si chiude con una “sala video” nella quale Mart e Trento Film Festival propongono una selezione tematica di film.
Al MUSE di Trento, invece, la narrazione si arricchisce di contenuti scientifici e multimediali: pannelli didattici, proiezioni, installazioni interattive. Qui, le fotografie di Salgado, scattate tutte in Canada nel Parco nazionale e riserva di Kluane per un unico grande ciclo fotografico, costituiscono una grande installazione site specific sospesa nel “Grande Vuoto”, il cuore pulsante del museo, progettato dall’architetto Renzo Piano.
Tutto l’allestimento è pensato come un percorso narrativo che alterna momenti di contemplazione estetica a spunti di riflessione scientifica. Il visitatore si trova a camminare tra fotografie, ascoltare il suono del vento polare, immergersi in video immersivi che ricreano l’atmosfera delle spedizioni di Salgado.
“Ghiacciai” è un esempio di come arte e scienza possano dialogare per raccontare la complessità del nostro tempo: visitare questa mostra significa aprire gli occhi sulla realtà del nostro pianeta, riscoprirne la bellezza e fragilità e impegnarsi per proteggerlo, prima che sia troppo tardi.
La mostra è visitabile fino al 21 settembre 2025 al Mart di Rovereto e fino all’11 gennaio 2026 al Muse di Trento.