Festa della Mamma: un legame lungo una vita, anzi due

di Giorgia Castagna

Un amore unico e universale: mamme di tutto il mondo, così diverse eppure così simili ogni volta che tengono in braccio il loro bambino

In occasione della Festa della Mamma ci siamo voluti chiedere cosa significhi essere madre? Il dizionario ci suggerisce: /mà·dre/ sostantivo femminile La donna che ha concepito e partorito, in rapporto alla prole. O ancora mamma è la donna che ti ha dato alla luce: un genitore. Oltre alle madri biologiche, madre è il termine tecnico per dire “mamma”, che invece è più informale, ci sono le matrigne o le madri adottive: tutte queste hanno comunque una funzione materna uguale, ovvero prendersi cura dei propri figli e riempirli di amore. Ma non è tutto, si pensi poi alle “mamme di cuore”, mi riferisco a quelle donne che per vari motivi non lo sono diventate: anche quelle sono mamme e sono intorno a noi e amano con noi. Non c’è distinzione tra tutte queste. Un amore unico e universale: mamme di tutto il mondo, così diverse eppure così simili ogni volta che tengono in braccio il loro bambino. Un legame lungo una vita. Anzi, due. Come da tradizione le festeggiamo, in Italia la seconda domenica di maggio che quest’anno cade il 12 maggio. In un certo senso le origini di questa festa sono molto antiche. Risalgono al mondo greco-romano dove si festeggiavano le mamme durante le numerose feste legate alle divinità femminili nelle quali si celebrava la fertilità. La Festa della Mamma arriva in Italia nel 1933, durante il fascismo, quando il 24 dicembre viene celebrata la “Giornata della madre e del fanciullo”. Solo nel dopoguerra anche nel nostro paese la festa della Mamma ha assunto questo carattere meno propagandistico. Nella seconda metà degli anni ‘50 del ‘900 iniziarono a diffondersi due feste della mamma: una organizzata dal parroco di una frazione di Assisi per motivi religiosi, per celebrare la maternità nel suo valore cristiano e inter religioso; l’altra in Liguria, per motivi commerciali, promossa dai fiorai. Entrambe erano festeggiate a maggio. Dal 1959 la festa prese piede e si è celebrata per vari anni l’8 maggio per poi passare alla seconda domenica di maggio.

Abbiamo voluto parlare dell’essere madre con Giorgia Mosca, giovane mamma di nove figli che ha voluto, ci confida, realizzare il suo sogno di essere mamma, una super mamma!
Lei con le sue paure e le sue preoccupazioni…

Giorgia Mosca @6voltemamma ma alla nona potenza
Lei si chiama Giorgia Mosca e in tanti la conoscono come @6voltemamma. Trentasei anni e 9 figli all’appello con papà Mirko. Diventa mamma per la prima volta a 19 anni di Giulia primogenita, 17 anni e poi arrivano Mattia 14 anni, Gloria 10, Giada 8, Greta 6, Gioia 4, Marco 3, Matteo quasi 2 e la piccolissima Ginevra di tre mesi. Nel 2019 apre il suo profilo Instagram «6voltemamma» per distrarsi dalla routine quotidiana. Oggi è seguita con passione da una community molto affezionata e sulla pagina racconta scorci della sua vita «senza filtri», da mamma tutto fuorché perfetta.

Cosa vuol dire per te essere mamma?
“È la mia quotidianità, prima mamma e poi donna. Esserlo mi completa e mi riempie di gioia e vita. Mettere al mondo queste creature, vederle crescere, accudirle e saperle essere parte di me non ha prezzo. Poi quando vado in giro e mi chiedono sei sposata? Hai figli? Ecco qui in pochi mi credono (ride n.d.r)”.

Qual è uno dei tuoi primi ricordi dell’essere madre?
“Diventare mamma mi ha permesso di comprendere a pieno la parola paura. L’unica preoccupazione che hai è proteggere il tuo piccolo, l’essere più importante al mondo. Un vero istinto quello materno che ci spaventa. L’amore che si ha per i figli supera l’immaginabile”.

Quale il più grande insegnamento ricevuto da tua madre e quello che cerchi di tramandare tu come madre?
“Sono due i grandi insegnamenti che mi ha dato e di cui ho fatto tesoro. Il primo è l’arte dell’arrangiarsi. Mia mamma mi è sempre stata accanto, se mi giro lei è qui sempre presente ma non davanti a me. Mi ha fatto capire che dovevo cavarmela da sola. Un insegnamento per cui le sarò sempre grata un insegnamento di vita. L’altro è la grande forza che ha l’amore… lei che ha provato sulla sua pelle il dolore della perdita di un figlio (il fratello di Giorgia è scomparso a causa di un incidente n.d.r) ma ha superato anche questo per amore delle sue due figlie”.

La paura più grande che hai come madre?
“La paura di fallire nel compito di genitore. Io e Mirko come tutti cerchiamo di insegnare e dare il buon esempio. Portiamo avanti valori semplici di rispetto, di gentilezza, di impegno e sapere di aver fallito sarebbe un duro colpo. L’adolescenza, le cattive compagnie”.

Qual è la foto preferita che ti ritrae? E quella ritrae la vostra famiglia?
La foto a cui sono più affezionata ritrae me e mio marito che guardiamo fuori dalla finestra. Mirko è alle mie spalle e mi abbraccia come a sostenermi, io mi appoggio a lui serena…ero in dolce attesa di Greta. L’altra foto invece è la più recente e la più completa. Ci siamo tutti che le assicuro, non è una cosa da poco, undici in un istante dietro l’obiettivo”.

Che consiglio daresti alla te stessa ventenne? Alla trentenne?
“Alla me ventenne di essere più serena e prendere le cose con più leggerezza. Alla me trentenne invece direi respira, rilassati. Spesso mi fermo e mi ricordo che dovrei prendermi più tempo per stare con mio marito, il mio vero karma”.

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