Sono passati 80 anni da un avvenimento storico che è stato cruciale per la storia del nostro Paese e che ha segnato profondamente la vita degli italiani: la Liberazione dal Nazifascismo (1945-2025). Per l’occasione l’amministrazione comunale e i Musei Civici, in collaborazione con l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, hanno organizzato una mostra presso il museo di Castelvecchio, per ripercorrere la storia politica, socio-culturale ed artistica della nostra città tra il 1943 e il 1945, biennio in cui Verona fu centro di eventi emblematici.
La mostra curata da Andrea Martini, Federico Melotto, Marta Nezzo e Francesca Rossi è frutto di un progetto corale, una sinergia tra storici e storici dell’arte con il supporto di un comitato scientifico internazionale, che vuole portare a riflettere sul valore della Memoria e della Resilienza che Verona ebbe in quegli anni. E il luogo che la ospita è fortemente simbolico: all’interno della Sala Boggian, presso Castelvecchio, dove avvenne il congresso del partito fascista repubblicano, proprio in quella sala dove si svolse il processo ai gerarchi fascisti “traditori” del Gran Consiglio.
L’esposizione
L’esposizione, articolata in sei sezioni, ci conduce in un percorso innovativo che combina insieme, in vari spazi narrativi, strumenti digitali, filmati d’epoca, proiezioni olografiche con personaggi storici allo specchio, dipinti, sculture, disegni e documenti, tra cui il verbale originale della celebre seduta del Gran Consiglio del fascismo del 24-25 luglio 1943. È un racconto altamente emozionale che grazie all’allestimento multimediale e interattivo ci trasporta direttamente all’interno della storia per farci vivere quegli anni e riscoprire il Museo com’era in passato.
Un esempio sono le voci di alcuni personaggi che furono protagonisti di quelle vicende storiche a Verona, alcuni sono più noti a livello nazionale come il genero di Mussolini, Galeazzo Ciano, altri meno, come il nazista Friedrich Boβhammer, che da Verona resse le fila delle deportazioni degli ebrei, Rita Rosani, ebrea e partigiana morta in battaglia nel 1944 e l’antifascista e scultore Vittore Bocchetta.
È un’esperienza immersiva unica, un viaggio storico-artistico alla scoperta di un periodo cruciale della nostra città: dal fascismo alla rinascita democratica. La mostra è rivolta a un pubblico ampio, ma come ribadisce l’Assessore alla memoria storica del Comune di Verona, Jacopo Buffolo: “Vogliamo offrire, soprattutto alle nuove generazioni l’occasione di confrontarsi con un passato difficile e stratificato, illuminandone i tratti salienti, per comprendere al meglio la città di oggi”.
Informazioni
La mostra è visitabile dal 14 marzo al 27 luglio 2025, maggiori informazioni sul sito del museo e nella nostra sezione VIVERE.