A Cerro Veronese riapre il Baito del Pontàra.
Un antico edificio rurale costruito nel 1841, un tempo luogo di lavoro e di ritrovo per i contadini delle contrade vicine, diventa oggi, dopo una profonda ristrutturazione, custode di una memoria millenaria.
Stiamo parlando del Baito del Pontàra aperto a maggio per ospitare l’Ecomuseo della Folénda, un luogo dedicato alla scoperta, alla tutela e alla valorizzazione di una delle risorse più antiche e identitarie del territorio: la selce, chiamata localmente folénda, la “pietra che dà il fuoco”.
Formatasi milioni di anni fa nei fondali marini, la selce ha accompagnato per millenni la storia dell’umanità, rendendo possibile l’accensione del fuoco e contribuendo allo sviluppo delle prime tecnologie.
In Lessinia, questa pietra ha avuto un ruolo centrale anche in epoche più recenti: fino all’Ottocento, infatti, gli abitanti di queste montagne la raccoglievano e la lavoravano, dando vita a un sapere artigianale diffuso e profondamente radicato nel paesaggio e nella cultura locale.

L’Ecomuseo nasce con l’obiettivo di custodire e raccontare questa eredità oggi poco conosciuta. Il cuore dell’esposizione è il baito della Pontàra, un antico edificio rurale ottocentesco un tempo destinato alla lavorazione del latte e alla produzione di formaggi. Questo spazio, carico di memoria e significato, ospita oggi strumenti, reperti e testimonianze legate alla lavorazione della selce e alla vita dei folendàri, gli artigiani che per secoli hanno trasformato la pietra in risorsa.
Attraverso un percorso narrativo che intreccia geologia, storia e tradizioni, il visitatore può scoprire l’origine della selce, il suo utilizzo nella produzione del fuoco, il ruolo negli strumenti e nelle armi, fino al progressivo declino di questa attività con l’avvento delle tecnologie moderne.
Ma l’Ecomuseo della Folénda non è solo uno spazio espositivo: è un progetto vivo, che si ispira allo spirito degli ecomusei, ponendo al centro il territorio e la comunità. Il suo obiettivo è promuovere attività didattiche, esperienze educative e percorsi di scoperta che coinvolgano visitatori, scuole e abitanti, favorendo una conoscenza autentica della Lessinia. Attraverso itinerari tematici, cammini e iniziative culturali, l’Ecomuseo invita a esplorare il paesaggio, riconoscere le tracce del passato e riscoprire il legame profondo tra uomo e ambiente. Un’occasione per guardare con occhi nuovi una terra ricca di storia, dove anche una semplice pietra racconta storie di ingegno, lavoro e identità.

L’ Ecomuseo delle Pietre Focaie è una struttura di proprietà comunale riportata a nuova vita grazie all’impegno dei volontari della Pro Loco di Cerro Veronese e di altre associazioni, che hanno lavorato alla realizzazione del percorso espositivo tra gennaio 2025 e aprile 2026. E’ visitabile liberamente tutte le domeniche dalle 16:00 alle 18:30. Nel mese di agosto l’ecomuseo sarà aperto anche tutti i sabati dalle 16:00 alle 18:30. L’ingresso è gratuito e non richiede prenotazione.