Due mostre da non perdere alla GAM: parte 1
“È nel cuore dell’uomo che la vita dello spettacolo della Natura esiste; per riuscire a vederlo, bisogna sentirlo” Jean-Jacques Rousseau.
Nella bellissima cornice di Palazzo della Ragione, alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, il 9 ottobre è cominciata una nuova mostra, che ci riporta a un progetto espositivo che già abbiamo potuto conoscere ed esplorare in questi ultimi anni, interamente dedicato agli elementi naturali: Contemporaneo Non-Stop. Il respiro della natura.
Curata da Patrizia Nuzzo, responsabile delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea, rappresenta l’ultima tappa del format. Iniziata in formato digitale nel 2020, dopo aver esplorato gli elementi Aria, Acqua e Fuoco, ora la quarta, ed ultima, edizione è dedicata interamente alla Terra, intesa non solo come materia fisica, ma come principio generativo, spazio di memoria e luogo di trasformazione.
La mostra prende ispirazione dal pensiero del filosofo presocratico Anassimandro di Mileto, che individuava nell’ápeiron – l’indeterminato, l’infinito – l’origine e la fine di tutte le cose. In questo contesto, la terra diventa simbolo di appartenenza e ciclicità, un elemento che accoglie e restituisce, che conserva e rinnova; ma allo stesso tempo simbolo anche di fragilità e rischio di estinzione.
«La Galleria d’Arte Moderna Achille Forti – sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini – ha avuto il merito in tutti questi anni di tenere sempre acceso il faro dell’Arte Contemporanea in città. In particolare con questo format che ogni anno ad ottobre ha proposto una esposizione rinnovata sui temi dell’Acqua, dell’Aria, del Fuoco e della Terra. Il 2025 è l’anno della “Terra’, patrimonio comune di ognuno di noi, declinata in questa speciale esposizione attraverso la visione di sei artisti».

Gli artisti e le opere
Nel percorso espositivo troviamo opere dove linguaggi e strumenti contemporanei, quali l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali, si intrecciano a tecniche più tradizionali, come la pittura ad olio, il disegno a carboncino e la scultura modellata: un contrasto che invita a riflettere riuscendo a coinvolgere il visitatore.
Gli artisti scelti provengono sia dal comparto del contemporaneo della GAM, sia da gallerie private veronesi: la galleria MARCOROSSI artecontemporanea e la galleria La Giarina Arte Contemporanea. Un’importante sinergia tra pubblico e privato che permette di valorizzare ancor più il patrimonio artistico.
Scopriamoli insieme:
- Giorgio Andreotta Calò, la sua opera Remoto (2022) ha portato la mostra al Famedio di Palazzo Forti, in occasione della riapertura della storica sede della GAM.
- Davide Maria Coltro, espone il progetto inedito Vox Terrae (2025) in cui tecnologia digitale e riflessione teologica si uniscono per offrire una visione della terra testimone e custode di vita e storia.
- Giuliana Cunéaz, propone alcune opere inedite della serie Spiriti di Terra (2025) realizzate con digital painting, intelligenza artificiale e realtà aumentata. Gli spiriti sono figure antropomorfe che rappresentano un ponte tra visibile e invisibile incarnando memoria, poesia e mondo onirico. Inquadrando un QR code, inoltre, veniamo immersi nell’opera che muta e ci porta in ambienti artefatti, sollecitando una riflessione sul nostro rapporto con la realtà.
- Debora Hirsch, il suo video inedito Sedimenta (2025) riporta in vita tramite pittura digitale e AI specie botaniche in via di estinzione, di cui quattro tratte dal museo di Storia Naturale di Verona, e insieme ai lavori della serie Plant ci porta a riflettere sul tema etico ed estetico dell’estinzione.
- Arcangelo, (rappresentato dalla galleria MARCOROSSI artecontemporanea) è in mostra con opere storiche come Subito notte (1985), le sculture della serie Montagne (1990-1991), oltre a un lavoro inedito: Solitarie magnolie (2025). Il suo lavoro unisce un gesto pittorico istintivo e radicato, alla riflessione spirituale, con l’uso di materiali poveri come terre, pigmenti naturali e carboni.
- Silvano Tessarollo (rappresentato dalla galleria La Giarina Arte Contemporanea) presenta lavori tratti dalle serie Flores (2018), Le foglie secche frusciano nel vento (2023), Robinia (2019) e Gli alberi siamo noi (2024). Nei suoi lavori, sia nei disegni che nei dipinti, l’artista unisce la natura con la dimensione umana, trasmettendo che non esiste alcuna distanza reale tra lo spettatore e il resto del mondo.
Una mostra da non perdere e che abbiamo il tempo di visitare fino al 20 settembre 2026.