A Verona 13 Empori della Solidarietà di Caritas hanno aiutato già 6800 persone in stato di bisogno. Nell’ovest veronese una nuova inaugurazione.
Il 20 dicembre si celebra la Giornata internazionale della solidarietà umana istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005, la quale identifica la solidarietà come uno dei valori fondamentali e universali che dovrebbero stare alla base delle relazioni tra i popoli.
Un valore che a Verona si esprime in modo virtuoso grazie alla presenza di numerose associazioni ed enti filantropici, che si prendono cura di diverse situazioni di fragilità del territorio, in questo momento storico, e più in generale in questo periodo dell’anno, in costante aumento.
Di questo arcipelago fa parte la Caritas diocesana, che in vista della Giornata mondiale del povero del 17 novembre scorso, ha reso noti i dati Istat sulle povertà nazionali e locali, nonché le iniziative (vecchie e nuove) attive nella provincia scaligera a supporto di quella che ormai è trasformata da emergenza a fenomeno strutturale del Paese.
I servizi di Caritas Verona – Nel 2023 i centri di ascolto Caritas hanno accolto 3.289 persone (per il 60% donne). Il primo disagio rilevato è la povertà economica in senso stretto (64% circa dei casi all’attenzione dei centri), seguono problemi legati all’occupazione (29,7%) e all’alloggio (12,6%).
Nel corrente anno, tuttavia, attraverso il Fondo Abitare sono state sostenute 66 famiglie con un contributo medio di 385euro, per diverse tipologie di necessità legate alla casa. È stato così possibile permettere a bambini e famiglie di accedere gratuitamente ad opportunità educative, sportive, culturali, formative (doposcuola, calcio, danza, musica, canto, judo, centri estivi, scuola guida, etc.).
La lettura dei bisogni e degli interventi ha permesso di implementare un osservatorio condiviso della povertà educativa (Caritas, scuola, Servizi sociali, sportive, artistiche, etc.) e ad innalzare la consapevolezza rispetto all’urgenza di rispondere alle fragilità minorili in modo quanto più possibile tempestivo.

Empori della solidarietà – Un fiore all’occhiello di Caritas Verona sono i minimarket allocati nelle zone a più alto rischio di indigenza e di marginalità sociale, che spesso camminano di pari passo, grazie ai quali le persone più bisognose possono riempire il carrello gratuitamente (7mila i quintali di generi alimenti distribuiti nel 2023, 6800 le persone aiutate) e al contempo trovare uno spazio di comunità. La diocesi ne conta già 14, l’ultimo dei quali aperto proprio il mese scorso come Emporio della Solidarietà Verona Ovest. Un nuovo market incardinato nella parrocchia di San Domenico Savio (Borgo Milano), che servirà le parrocchie di San Massimo, Ognissanti a Croce Bianca, Santi Angeli Custodi allo Stadio, Santa Maria Immacolata e San Domenico Savio in Borgo Milano, Sant’Antonio Abate al Chievo.
Spiega don Davide Adami, parroco di San Massimo: «L’esigenza dell’Emporio nella zona ovest di Verona nasce come sollecitazione nel fare rete e quando ci riesci, utilizzando buone pratiche già in atto, ti accorgi che ormai l’esperienza dell’Emporio non è più una cosa sconosciuta, ma è diventato patrimonio della comunità; quindi, in questo senso ormai molti sanno che sta funzionando bene, che è una risorsa importante. Ci sono dei disagi di spostamento per coloro che abitano nell’ovest veronese: ecco che avere un market sul territorio vuol dire incentivare di più una prossimità propositiva, facilitarne l’accesso rendendolo raggiungibile a piedi o in autobus e poi c’è tutta una rete di iniziative, relazioni e strumenti che l’Emporio genera come le officine culturali».