Un anno di appuntamenti d’arte con Fondazione Cariverona, a cura di Urbs Picta, per indagare il nostro bene più prezioso e la necessità di salvaguardarlo: l’acqua.
Due mostre, un convegno nazionale, una residenza d’artista e un ricco programma pubblico sono gli elementi distintivi di PANTA REI, ampio progetto di Fondazione Cariverona dedicato al tema dell’acqua e dell’emergenza idrica, indagato attraverso i linguaggi delle arti visive in un’ottica transdisciplinare, a partire dalla propria collezione d’arte, lungo un intero anno di programmazione fino a ottobre 2025.
Con la curatela di Urbs Picta e la direzione artistica di Jessica Bianchera, il progetto declina la tematica in due ambiti principali: uno territoriale, con una riflessione sulle acque urbane che si esprime in diverse azioni in città, e uno più universale, per un’analisi ad ampio raggio delle dinamiche legate alla crisi idrica anche in senso sociale e geopolitico, grazie alla mostra “TOMORROWS – A Land of Water”, ospitata a Castel San Pietro dal 12 ottobre al 10 novembre 2024, e al convegno nazionale “Acque, presente e futuro: stato e prospettive di tutela” previsto nel marzo 2025.
La riflessione si apre, quindi, con l’indagine sul rapporto tra Verona e il suo fiume, proposta dalla mostra che dà il titolo all’intero progetto: “PANTA REI. Verona e l’Adige nelle opere della Collezione d’Arte di Fondazione Cariverona”, ospitata dalla Fondazione nella sua sede di Palazzo Pellegrini fino al 30 agosto 2025. Ventuno opere realizzate tra i primi del Settecento e la metà del Novecento – a partire dalla celebre “Donna che nuota sott’acqua” (1941-1942) di Arturo Martini, fra i pezzi di maggiore pregio della collezione della Fondazione che rinomina l’attuale Sala Basaldella in Sala Martini – offrono un’analisi della trasformazione urbanistica, sociale e culturale della città scaligera in relazione all’Adige. Tra queste le vedute settecentesche di Bernardo Bellotto e Gaspar van Wittel. E ancora la Verona di metà Ottocento ritratta da Carlo Ferrari e Rubens Santoro, mentre artisti come Bartolomeo Bezzi e Angelo Dall’Oca Bianca registrano le trasformazioni di inizio Novecento e riflettono su come il fiume e i suoi dintorni siano diventati parte integrante del patrimonio culturale e storico della città. Infine, le opere successive di Augusto Manzini, Angelo Zamboni ed Ebe Poli offrono una sintesi delle ultime trasformazioni artistiche e urbane di Verona, catturandone l’essenza non solo all’interno del paesaggio cittadino ma anche in campagna.
L’indagine territoriale prosegue anche con la residenza dell’artista e ricercatrice Oriana Persico, dal titolo evocativo “Udatinos. Sensibili all’acqua”, volta a dare vita per l’autunno 2025 a un’installazione collaborativa che si incentra sull’ecologia del fiume Adige, oltre al vasto programma pubblico, che per tutto l’anno propone diverse iniziative per il grande pubblico, tra cui la conferenza “Luca Bochicchio: Arturo Martini e la Donna che nuota sott’acqua” e la tavola rotonda “Verona e il suo fiume”, e laboratori per scuole e famiglie.
Il programma completo con giorni e orari delle iniziative, tutte gratuite, è consultabile all’indirizzo www.fondazionecariverona.org/Nostri-progetti/panta-rei/.