Culla antimalaria, innovazione scaligera

di Francesca Saglimbeni

Cosa ci fanno delle culle color arancio zucca “nel bel mezzo” dell’Africa? A idearle, una decina di anni fa, è stata Lucia Dal Negro, cofondatrice della società benefit De-Lab, specializzata in business inclusivo e responsabilità sociale d’impresa. E il loro scopo è, innanzitutto, ancora oggi, quello di garantire salute e sicurezza ai neonati esposti al rischio malaria, protetti da apposite zanzariere; in secondo luogo, offrire un’occasione di sviluppo alla comunità locale mantenendo la produzione, che continua a crescere, sul posto e generando, così, lavoro, soprattutto per le donne dei villaggi dove il progetto ha poi trovato concreta realizzazione. Ma a dirci di più è la stessa imprenditrice scaligera.

Lucia, cosa significa Kokono e da dove ti è giunta questa ispirazione?
Kokono è un termine in uso presso una tribù ugandese che significa, letteralmente, “zucca vuota”. Nel 2016 avevo vinto un bando di ricerca promosso dalla Fondazione Giannino Bassetti per la Triennale di Milano, che chiedeva di inventare un nuovo prodotto per un nuovo tipo mercato. Essendo laureata in Cooperazione allo sviluppo ho concentrato la mia ricerca sui Paesi a basso reddito e in particolare sui bisogni della prima infanzia. Mi sono così accorta che mancava un presidio domestico contro la malaria a tutela dei neonati. Da cui l’intuizione di un prodotto in grado di ripararli dalla contrazione della nota infezione (ma non solo), che fosse al contempo uno “spazio” per l’igiene e per il gioco.

Un prodotto innovativo sotto tanti punti di vista, dunque.
Già, perché a proposito di design, abbiamo pensato a qualcosa che potesse essere al contempo versatile (da culla può diventare una bacinella per il bagnetto – basta staccare momentaneamente la zanzariera – e persino un luogo in cui far giocare il bambino), robusto e funzionale. L’80% è inoltre realizzato in un materiale ad alta biodegradabilità rispetto alle plastiche convenzionali. Inoltre, Kokono risponde perfettamente ai nostri modelli di business inclusivo nonché di impatto sociale. Per business inclusivo si intende una forma di co-progettazione tra aziende del profit e mercati a basso reddito finalizzata a cercare soluzioni innovative utili alla crescita delle comunità più povere, con il coinvolgimento diretto di queste ultime.

Per questo la produzione avviene direttamente sul posto?
Sì, in Uganda si realizzano dalla scocca al manico al materassino, fino alla zanzariera. La zanzariera, in particolare, viene cucita da un gruppo di donne inserite nei progetti di inserimento sociale della Fondazione Italia-Uganda e dell’Associazione Nazionale dei sarti Ugandesi.

Kokono è, poi, in grado di mitigare anche altri rischi sanitari e di sicurezza per il neonato.
Oltre al materassino antisoffocamento già previsto nella progettazione iniziale, proprio di recente, all’interno dell’annuale evento di Ericsson Italia dedicato all’innovazione, l’Innovation Day ha lanciato la sfida ai loro ingegneri per la realizzazione di un prototipo che mostri come sia possibile realizzare un sensore da agganciare al bordo di Kokono, in grado di monitorare sia la temperatura del corpo del bambino, che il ritmo respiratorio e persino intercettare l’eventuale presenza in culla di insetti volanti. Quando, infatti, la zanzariera in dotazione viene tolta per le altre destinazioni, o magari si danneggia, la copertura dal rischio punture potrebbe venire meno: ecco che la tecnologia potrebbe intervenire a segnalare la situazione di pericolo, così come i principali sintomi di malaria e/o polmonite. In futuro Kokono potrebbe quindi godere di un ulteriore innovativo standard di sicurezza.

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