Con Sport Expo lo sport a misura di bambino

di Giorgia Castagna

Torna anche quest’anno a Verona la fiera più amata dagli sportivi di ogni età: Sport Expo dal 23 al 25 maggio. A cimentarsi negli sport più disparati in una grandissima palestra saranno bambini e giovani dai 6 ai 14 anni. I padiglioni 10,11 e 12 accoglieranno i giovani e le loro famiglie per promuovere e far conoscere sport e società sportive presenti su tutto il territorio. Tre giornate all’insegna del movimento e dello sperimentare. Sì perchè l’attività fisica, si sa, concorre allo sviluppo psicofisico di tutti i bambini. La scelta, in base all’età, deve essere sempre condivisa con i più piccoli ma l’importante è muoversi!

A raccomandarlo è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità che “prescrive” per bambini e adolescenti almeno un’ora di attività al giorno da alternare tra attività aerobica al rinforzo muscolare e delle ossa. L’obiettivo è quello di percorrere almeno 7.000 passi al giorno, equivalenti a circa cinque chilometri. Questo come deterrente al movimento passivo passato davanti a tv, tablet e smartphone. I bambini avvicinati allo sport già dalla tenera età, con le dovute differenze e intensità nei movimenti sarebbero poi portati a praticarlo anche da adulti. Insomma, lo stile di vita dei genitori, già prima della nascita dei piccoli, può essere determinante.

Ma come avviare i bambini allo sport? E quale scegliere? Innanzitutto per invogliare i piccoli a fare attività sportiva, è necessario che l’esercizio fisico sia vissuto come un’attività conviviale e non come un obbligo. Passeggiate in montagna, escursioni a piedi o in bicicletta, corse al parco, o una nuotata in piscina sono tutte attività fisiche piacevoli e momenti di condivisione tra amici e familiari. Le linee di indirizzo raccomandano attività motoria già per i neonati e i bambini di età inferiore a 1 anno. In questa fase è importante che a dare gli stimoli siano i genitori. Un’adeguata attività fisica può contribuire a stimolare il movimento e la muscolatura del bambino.

Superato poi il primo anno di vita, e fino ai 3-4 anni di età, i bambini dovrebbero praticare almeno 3 ore di attività fisica di varia intensità e in presenza di genitori o caregivers. L’attività va naturalmente accompagnata da giochi stimolanti e creativi: costruzioni, puzzle, in modo da sviluppare sia l’aspetto motorio, che quello cognitivo, incentivando il piccolo al movimento. È tra i 3 e i 5 anni che il bambino comincia a cristallizzare uno schema motorio sia nel movimento, che nella camminata. In questa fase può mettere in pratica movimenti atletici specifici, come ad esempio nuotare, calciare il pallone, sciare. Dopo i 5 anni di età cresce la statura e si affinano l’apprendimento motorio, la coordinazione, l’organizzazione degli spazi e del tempo. Ora ci si può concentrare su attività motorie più specifiche.

Fino agli 11 anni, che coincide con l’età prepuberale, i bambini dovrebbero praticare una media di 60 minuti di attività fisica quotidiana di intensità moderata-vigorosa, senza escludere il gioco. Dettaglio importante: il bambino non dovrebbe essere indirizzato verso una sola disciplina, ma poter praticare sport differenti e di suo gradimento, sempre con uno spirito di gioco e non di competizione. Dai 9-12 anni si può iniziare a parlare di attività fisica competitiva, ponendo più attenzione a una singola disciplina. In questa fase sarà compito degli allenatori e dei genitori non caricare il bambino di responsabilità superiori a quelle tipiche dell’età e soprattutto di non esagerare con le aspettative.

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