Con Dante nell’ “Amor che move il Sole e l’altre stelle”

di Francesca Saglimbeni

Un viaggio dal Paradiso terreste al Paradiso di Dio, passando per i nove Cieli insieme a Dante e Beatrice, e ancora oltre, fino a quell’“amor che move il Sole e l’altre stelle” che conclude l’ultimo Canto della Commedia dantesca, e che grazie alle proiezioni video concesse in via esclusiva da NASA ed ESA, sembra trovare una manifestazione tangibile già qui su questa terra.

Che è poi il messaggio sotteso all’intera cantica, la quale costringe continuamente a puntare gli occhi verso le stelle, a interrogarsi sulle origini del mondo e sul nostro destino, fino a scorgervi l’anticipo di quel Paradiso che tutti attende.

Continua a destare meraviglia e attrarre visitatori la mostra «Il mio Paradiso» organizzata dall’associazione Rivela negli spazi di Castel San Pietro, dove fino al 16 giugno 2024 sarà possibile percorrere idealmente (ma non meno autenticamente) un tratto di quell’Empireo così ben descritto dal Sommo Poeta, che ciascun visitatore sentirà, passo dopo passo, davvero concretizzarsi attorno a lui. Complici, oltre agli endecasillabi del genio fiorentino, i commenti esegetici del pedagogista Franco Nembrini e le illustrazioni di Gabriele Dell’Otto, pregne dei colori intensi dell’aldilà visto dall’Alighieri.

Ogni tela è accompagnata dalle domande esistenziali dei giovani coinvolti nel progetto, un centinaio di studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Verona dei Percorsi Trasversali per le Competenze e l’Orientamento. «Con migliaia di ragazzi abbiamo attraversato, nella creazione degli allestimenti dedicati alle prime due cantiche, l’Inferno e il Purgatorio. Ed ora eccoci dentro questo testo – spiega Nembrini – capace di trascinarci fino alla vita ritrovata in tutta la sua pienezza, tutto il suo colore, tutta la sua infinitezza».

Poesia, riflessioni e immagini, a loro volta intervallati da proiezioni multimediali, cooperano alla ri-creazione di un ambiente “corporeo” e insieme spirituale, dove al seguito dello stesso poeta troviamo dagli spiriti amanti agli spiriti sapienti nonché gli spiriti giusti.
Suggestiva, in Saturno (il pianeta più vicino alle stelle fisse), è la Scala d’oro, percorsa dalle anime più vicine a Dio. Beatrice, sempre più bella in quanto illuminata dalla grazia divina, invita Dante a guardarsi attorno, e il poeta obbedisce riconoscendo in lei la sua guida. Il messaggio traslato da Nembrini è: “Colui che mi ama vede in me più di quello che vedo io e ciò che mi chiede coincide con ciò che non sapevo nemmeno di desiderare”.

Ascendendo ancora verso l’Empireo, ecco la figura di San Bernardo, che sostituisce Beatrice nel ruolo di guida indicando a Dante la candida rosa delle anime beate, in mezzo alle quali siede la “Vergine Madre”. Le terzine del Canto XXXI rappresentano la più bella immagine sulla verginità quale forma d’amore vero, in cui cioè la suprema lontananza coincide con la suprema vicinanza.

Info e prenotazioni:
info@danteprofetadisperanza.it
375.5848188

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