A Verona una settimana di cinema africano, incontri e cultura sotto le stelle.
Dal 20 al 27 giugno al Cinema Teatro San Massimo all’aperto torna Cinelà Africa Short, la sezione estiva del Festival di Cinema Africano e Oltre, che quest’anno celebra la sua 45ª edizione.
Ci attendono ben otto serate consecutive con proiezioni all’aperto dedicate al meglio della produzione cinematografica africana contemporanea, ma anche incontri, musica, mostre, presentazioni di libri e momenti di approfondimento.
«Il Festival del Cinema Africano è l’importante appuntamento di un programma culturale che da 45 anni porta a Verona i temi della contemporaneità: migrazioni, integrazione, diritti delle donne, dialogo tra tradizione e innovazione. Temi oggi più attuali che mai. Credo emerga con chiarezza la natura profondamente politica di un progetto come questo: la volontà di cambiare il mondo attraverso la cultura. È molto significativo che anche quest’anno siano presenti le mostre e la dimensione immersiva, perché le arti visive, il cinema e le altre forme artistiche ci aiutano a rendere visibile ciò che non lo è. Ed è facile non vedere quello che è lontano dai nostri occhi: questo festival ce lo porta vicino». Marta Ugolini, assessora alla Cultura.
Il cuore della manifestazione è il concorso internazionale di cortometraggi: 20 opere provenienti da 14 Paesi africani, selezionate tra le produzioni più significative degli ultimi tre anni. Accanto ai corti in gara, si potrà assistere anche a tre lungometraggi fuori concorso, inseriti nella sezione Eventi Cinema, tre opere di rilievo internazionale. Goodbye Julia di Mohamed Kordofani, in programma nella serata inaugurale del 20 giugno, film premiato a Cannes nella sezione Un Certain Regard e vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali; Carissa di Jason Jacobs e Devon Delmar, in calendario il 24 giugno, già premiato nell’ambito della Biennale di Venezia, ed infine, Barbès, Little Algeria di Hassan Guerrar, che chiuderà il festival il 27 giugno dopo la proclamazione dei film vincitori.

Ad accompagnare le proiezioni sarà il critico cinematografico Giuseppe Gariazzo, che offrirà ogni sera chiavi di lettura e approfondimenti sulle opere presentate. Tre i premi assegnati al termine del festival: il Premio Africa Short, conferito dalla giuria internazionale, il Premio Giuria UniVr, assegnato dagli studenti dell’Università di Verona, e il Premio Speciale del Pubblico, deciso dagli spettatori.
Questa edizione 2026 propone un viaggio attraverso storie e linguaggi provenienti da Algeria, Angola, Burkina Faso, Capo Verde, Egitto, Kenya, Marocco, Mauritania, Senegal, Somalia, Sudafrica, Sudan, Togo e Tunisia, spesso realizzati in coproduzione con Paesi europei e mediorientali.
Le opere affrontano temi di grande attualità: migrazioni, integrazione, memoria collettiva, tutela delle tradizioni culturali, diritti delle donne, emancipazione femminile, sfide ambientali, conflitti e percorsi di pace. Un cinema che, come sottolineano i direttori artistici Giusy Buemi e Stefano Gaiga, contribuisce a superare stereotipi e semplificazioni, offrendo nuove prospettive sul continente africano e sulle trasformazioni del mondo contemporaneo.
«Nella 45esima edizione presentiamo 20 cortometraggi in concorso da 14 Paesi, con otto regie femminili su venti. Questi film non hanno solo un valore estetico: decolonizzano lo sguardo sull’Africa, rovesciano la narrazione mediatica sulle migrazioni, denunciano le autocrazie e riflettono sulla rivoluzione digitale. Un cinema che funziona da sensore sismico del nostro tempo». Stefano Gaiga, codirettore artistico del Festival.
Particolare attenzione sarà dedicata al Mozambico, protagonista di un focus speciale che includerà esperienze immersive, incontri e momenti di confronto sulle emergenze umanitarie e sociali che attraversano il Paese.
Non solo cinema, tanti gli eventi speciali
Cinelà Africa Short punta a trasformare il cinema in uno spazio di incontro e dialogo. Per questo ogni sera, a partire dalle 19:30, si potrà partecipare a talk, incontri con ospiti, registi ed esperti, oltre alle presentazioni letterarie curate dall’ormai tradizionale Corner Libreria Pagina 12, coordinato da Roberta Camerlengo e dedicato alla narrativa africana contemporanea.
Il Festival sarà arricchito anche dalla presenza della mostra fotografica immersiva “Labirinto Macuti: fotografie e paesaggi sonori da Beira, Mozambico”, realizzata da Paolo Ghisu ed Emanuele Lapiana. Un percorso che unisce immagini e suoni per raccontare la vita quotidiana della città mozambicana attraverso un’esperienza sensoriale capace di superare stereotipi e narrazioni superficiali.

Per tutta la durata della manifestazione sarà attivo il servizio cucina del Gruppo Famiglie in Rete, aperto dalle ore 20:00. Inoltre, nelle serate del 24, 26 e 27 giugno sarà possibile assaporare le specialità ghanesi proposte da Mama Betty’s Kitchen.
Anche quest’anno il Festival di Cinema Africano e Oltre conferma il proprio ruolo di punto di riferimento culturale per la città di Verona, proponendo il cinema come strumento di conoscenza, dialogo interculturale e riflessione sui grandi temi del nostro tempo.
Non ci resta che assistere alla cerimonia ufficiale di apertura, prevista sabato 20 giugno alle 21:30, guidata dalla madrina del festival Malice Omondi, e per conoscere il programma completo di tutte le serate: www.cinemafricano.it