“Ciamar Marso” e l’anno nuovo si risveglia

di Giorgia Castagna

L’usanza diffusa “ciamar marso” o “batter marso” caratterizza un po’ tutto il Veneto dall’Altopiano d’Asiago, al Padovano e Trevigiano, per arrivare anche sui Monti Lessini, proprio per segnare il passaggio dall’inverno alla primavera, dal freddo al caldo, dalla segregazione invernale alla vita comunitaria che i primi caldi facilitano. Segna, con una sola parola, il cambiamento.

Ecco quindi che adulti e bambini, si ritrovano a battere incessantemente qualsiasi supporto faccia rumore per svegliare la natura e la voglia di tornare a vivere dopo il letargo invernale. Alcuni accendono fuochi, simbolo di coraggio, di forza, altri fanno trascinare ai più piccoli barattoli rumorosi per scacciare gli spiriti maligni o recitano poesie e filastrocche. Paese che vai usanze che trovi.


Batter Marzo, o brusar Marzo, o ciamar Marzo significa quindi risvegliare l’anno nuovo, la vita addormentata, la terra addormentata dal gelo dell’inverno perché si ridesti e si risvegli e si prepari per la nuova semina e altri ancora approfittavano per gridare proposte di matrimonio.


Ma dove e cosa succede sui Monti Lessini? In passato, almeno fino agli anni Sessanta un po’ in tutte le contrade e località della Lessinia troviamo testimonianze: a Giazza, per esempio durante i falò; a Velo in piazza si parla di entusiasmo che si trasformava in rissa tra giovanotti, o ancora a Selva di Progno nella frazione San Bortolo si svolgeva un vero e tradizionale appuntamento con “Osar marzo”.


Alcuni di questi ancor oggi vengono rievocati: nel tardo pomeriggio del 22 febbraio i Pistonieri dell’Abazia si sono ritrovati sul monte S. Piero, a Badia Calavena per riproporre il rito di “Ciamàr marso”. Muniti tutti di “bandoti”, trombe e corni sono andati incontro all’imbrunire recitando cantilene e filastrocche. Ma non solo, per tutta la giornata in realtà c’era la possibilità di assistere a spettacoli ed esibizioni varie come da programma, ci spiega il Presidente dei Pistonieri, Nereo Stoppele.


Altro spettacolo da vivere è quello che si svolge sulle rispettive cime che guardano la Val Squaranto: “Incontra Marso”. Da un lato gli abitanti della Contrada Grobbe raggiungono il punto più alto sopra “la casetta delle fade” (zona industriale di Corbiolo) per richiamare l’attenzione degli abitanti “de là del vajo” che si ritrovano in località Colonel bastardo. Qui le due parti si richiamano a vicenda con coperchi, barattoli e tamburi improvvisati per poi andare a recitare brevi filastrocche che avevano come protagonisti giovani che quell’anno si sarebbero sposati, dando vita ad una nuova famiglia. Al termine della rievocazione popolare le due parti sono solite ritrovarsi per festeggiare.

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