Children’s Museum Verona: costruire il futuro un gioco alla volta

di Miriam Cetti

Un museo dove scienza diventa esperienza: tra installazioni interattive, laboratori e un’importante novità.

A Verona esiste un museo dove è vietato “non toccare”! Dove sperimentare, costruire e soprattutto divertirsi è parte fondamentale dell’apprendimento.

Pensato e creato per le nuove generazioni, è uno spazio che invita a esplorare il mondo attraverso il gioco, per trasformare la curiosità naturale dei bambini in scoperta e conoscenza.

Non è fantascienza, è il Children’s Museum Verona: il primo museo del Nord Est e uno dei pochi in Italia interamente dedicati alla fascia d’età 0-12 anni, coinvolgendo anche genitori, insegnanti e accompagnatori, per un’esperienza condivisa.

Il progetto nasce da un’idea del Gruppo Pleiadi, realtà nazionale specializzata nella divulgazione scientifica per scuole e famiglie in tutta Italia, con il sostegno di Fondazione Cariverona e della Regione Veneto.

Fa parte, inoltre, della rete internazionale Hands On!,  International Association of Children’s Museums, ed è membro di ECSITE, European Network of Science Centres and Museums, organizzazioni che promuovono l’apprendimento informale e la diffusione della cultura scientifica attraverso esperienze partecipative.

Il Children’s Museum è infatti uno spazio interattivo ad alto contenuto esperienziale dedicato ai temi STEAM: scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica.

Le sue installazioni spiegano i fenomeni scientifici invitando i bambini a sperimentarli in prima persona, trasformando concetti complessi in esperienze concrete, visive e sensoriali.

Le aree del museo, che si estende su due piani per un totale di 1000 mq, sono molte, uno degli spazi più significativi è certamente il ThinkLab: un laboratorio polifunzionale dove attività pratiche e piccoli esperimenti permettono di costruire, progettare e dare forma alle proprie idee. Sono presenti anche aree interattive sorprendenti, qualche esempio?

I bambini potranno mungere una mucca di dimensioni reali, tuffarsi in una piscina colma di palline e attrezzati di impermeabile e stivaletti cimentarsi, tra gli schizzi d’acqua, in una delle tante attività della Water zone.

Insomma, un museo dove qualunque visitatore diventa protagonista, perché si impara facendo!

Lucio Biondaro, direttore del Children’s Museum Verona e Pleiadi, dichiara: «Per noi i musei possono fare davvero la differenza nei territori, perché lavorano sui genitori di oggi e sulle generazioni future. Un museo è un attore sociale: non uno spazio statico, ma una fucina di esperienze, un luogo vivo che mette in relazione competenze, visioni e comunità».

Forse il modo più semplice per raccontare lo spirito del museo sono proprio le tre regole che ci accolgono all’ingresso: entrare senza scarpe, essere curiosi e ricordarsi che qui è vietato non toccare.

Un invito a esplorare il mondo con libertà, fantasia e tanta curiosità: il punto di partenza di ogni conoscenza!

Novità 2026: Il Cantiere dei Piccoli

Dallo scorso febbraio il museo si è arricchito di una nuova grande installazione: Il Cantiere dei Piccoli – ANCE Kids Space.

Un progetto che nasce dalla collaborazione con ANCE Verona, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili veronesi, e che rappresenta il primo appuntamento delle celebrazioni per gli 80 anni dalla fondazione dell’associazione (1946–2026).

Si tratta del più grande cantiere educativo per bambini in Italia, uno spazio permanente di 300 metri quadrati per introdurre i piccoli visitatori nel mondo delle costruzioni e dell’ingegneria in modo sorprendentemente concreto.

L’obiettivo infatti è raccontare il mondo dell’edilizia attraverso il linguaggio del gioco (regola fondamentale del museo) trasformando il cantiere in un luogo di scoperta.  

L’esperienza comincia con una fase introduttiva dedicata alla sicurezza. Qui i bambini, dopo aver indossato casco, giacca e guanti da lavoro, scoprono quali sono le regole fondamentali di un cantiere grazie a quiz digitali, pannelli illustrativi e una postazione creativa in cui progettare il proprio avatar da costruttore.

È un primo passo per comprendere come ogni attività nasca da attenzione, responsabilità e collaborazione.

Ecco che si è pronti per entrare nel vero cuore dell’allestimento: una casa a due piani in costruzione circondata da ponteggi, carrucole e passaggi per il trasporto dei materiali.

Qui si possono trasportare mattoni, completare semplici impianti idraulici ed elettrici, sperimentare il funzionamento dei pannelli fotovoltaici e persino dipingere le pareti dell’edificio.

Proseguendo il percorso, si trova un’area dedicata alla manutenzione stradale, dove ruspe, betoniere e strumenti azionati con il movimento del corpo permettono di simulare scavi, riparazioni dell’asfalto e piccoli interventi tecnici.

E ad arricchire l’esperienza ci sono anche installazioni scientifiche che spiegano i fenomeni complessi legati all’edilizia, come il comportamento degli edifici durante i terremoti o i principi dell’isolamento termico nelle abitazioni.

Infine, a chiudere il percorso è Build Free, uno spazio ispirato ai principi dell’Anji Play che lascia ai bambini la libertà di costruire senza istruzioni, affidandosi solo all’immaginazione e all’intuizione.

Con il Cantiere dei Piccoli il Children’s Museum Verona rafforza ancor più la propria vocazione: essere un luogo dove educazione, scienza e territorio dialogano tra loro e un esempio interessante di collaborazione con il mondo dell’impresa.

«Siamo orgogliosi di questo progetto che rappresenta un modo innovativo di raccontare il mondo delle costruzioni e della sua filiera.  – ha dichiarato Carlo Trestini, Presidente ANCE Verona e vicepresidente nazionale, sottolineando come – Costruire non è solo erigere edifici ma formare menti, visioni e consapevolezze».

Insomma, con questo spazio il Children’s Museum invita le nuove generazioni a comprendere il mondo costruendolo, letteralmente, con le proprie mani.

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