Il Teatro Ristori festeggia il nuovo anno con i Virtuosi Italiani e il Concerto di Capodanno fra tradizione viennese e brani da famose opere allegre.
Che brindisi di Capodanno sarebbe senza il tradizionale concerto sulle note del “bel Danubio blu”? Un “cin cin” senza le bollicine, un augurio quasi a metà. Ecco perché il prossimo 1° gennaio, al Teatro Ristori, sarà grande festa per il ritorno del Concerto di Capodanno con i Virtuosi Italiani, un programma fra tradizione e modernità, che promette scintille come ogni nuovo inizio che si rispetti.
Il Covid aveva sospeso l’ormai consueto appuntamento, «ma adesso siamo pronti e felici di ripartire – dichiara Alberto Martini, primo violino e direttore artistico dell’ensemble cameristico -. Anche se, nel frattempo, l’offerta del teatro è stata arricchita dal fortunato format delle Cene Spettacolo, che si svolgono appunto durante il periodo natalizio».

Per questo ritorno nel primo giorno dell’anno (1° gennaio 2025, ore 17), i Virtuosi Italiani riporteranno sul palco scaligero la tradizione musicale straussiana, alla maniera di Willi Boskovsky, primo violino e direttore d’orchestra della Wiener Philharmoniker conosciuto al grande pubblico soprattutto per il Concerto di Capodanno di Vienna, da lui condotto per ben 25 anni.
«Il maestro austriaco era solito eseguire un repertorio interamente costituito dalle composizioni della famiglia Strauss, sia in veste di solista che di violino concertatore», spiega Martini, che ne ricalcherà le orme al fianco dell’orchestra. Oltre ai grandi classici del Capodanno viennese, come “Sul bel Danubio blu”, il “Kaiser-Walzer”, il “Frühlingsstimmen” (Voci di Primavera), scritti da Johann Strauss, coniugati con briose polke, ouverture da operette non mancheranno intermezzi altrettanto vivaci e suggestivi, attinti dal repertorio più noto delle opere di Lehar e Suppé con la presenza di un soprano e di un tenore, che costituiscono una novità rispetto agli appuntamenti del passato.
Da qualche anno i Virtuosi Italiani realizzano la loro stagione concertistica al Teatro Ristori offrendo al pubblico veronese e non solo – dato che vi partecipano anche molti spettatori stranieri – la possibilità di ascoltare artisti di assoluta fama internazionale, «attuando di fatto quel progetto virtuoso che sta nel creare rete tra importanti realtà – ricorda il maestro Martini – nell’ottica della realizzazione di un’offerta culturale alla città, senza venir meno all’obiettivo primario di mantenere sempre alta la qualità delle iniziative».