Sentieri tra laghi, storia e panorami.
Basta poco più di un’ora da Verona per cambiare ritmo e prospettiva. L’alto Garda e il Trentino sono destinazioni che si lasciano attraversare lentamente, passo dopo passo, tra sentieri sospesi, boschi e scorci d’acqua che si aprono all’improvviso. Territori dove la camminata diventa esperienza, mai solo spostamento, e in cui ogni itinerario racconta una relazione diversa tra uomo e paesaggio.
Il percorso simbolo resta quello del Ponale, un’antica via scavata nella roccia che da Riva del Garda sale verso la Valle di Ledro. Qui il lago si osserva dall’alto, in un continuo alternarsi di curve e balconi naturali. La storia della strada, un tempo fondamentale collegamento tra territori, si intreccia oggi con il passo lento di escursionisti e ciclisti. Chi cerca una variante più breve può fermarsi al Belvedere Ponale Alto, dove una cascata e un piccolo punto di ristoro offrono una sosta sospesa tra acqua e montagna. Per i più allenati, invece, il tracciato può allungarsi fino a diventare un vero itinerario di giornata, capace di attraversare ambienti diversi e restituire scorci sempre nuovi.
Sempre affacciato sull’acqua è il sentiero Busatte-Tempesta, celebre per le sue scalinate metalliche sospese sul lago. Non è tanto la difficoltà a colpire, quanto la sensazione di camminare tra cielo e acqua, con Torbole e l’alto Garda che si aprono sotto lo sguardo. È un percorso che richiede attenzione, soprattutto per chi soffre di vertigini, ma che ripaga con una delle prospettive più suggestive dell’intera area.

Più dolce e accessibile è l’anello del Lago di Molveno, ideale per chi cerca una passeggiata rilassata o un primo approccio alla montagna. Qui il paesaggio cambia ancora: l’acqua si fa calma, i ritmi rallentano, e il cammino diventa occasione per immergersi in un ambiente curato, dove il silenzio è parte integrante dell’esperienza.
Spostandosi di poco, il Monte Brione offre una prospettiva diversa su Riva del Garda. Tra forti della Prima guerra mondiale, sentieri panoramici e scorci sul Benaco, si cammina dentro la storia. È un itinerario breve ma intenso, adatto anche a chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare alla profondità del paesaggio.
Per chi desidera salire di quota, le possibilità si ampliano. Il giro dei cinque laghi sopra Madonna di Campiglio è un viaggio in alta montagna tra specchi d’acqua e silenzi, mentre il percorso tra Passo Pordoi e Lago di Fedaia regala panorami aperti, dominati dalla presenza imponente della Marmolada. Ancora diverso è il sentiero nel gruppo del Latemar, tra rocce e giochi di luce, con il Lago di Carezza a fare da tappa iconica.
Sono itinerari diversi per difficoltà e atmosfera, ma uniti da un filo comune: la capacità di trasformare una semplice escursione in un racconto. Per chi parte da Verona, l’Alto Garda e il Trentino restano così una fuga vicina, ma mai scontata, dove ogni sentiero diventa un modo per rileggere il paesaggio e ritrovare, passo dopo passo, una dimensione più lenta del tempo.