Marco Paolini racconta l’identità dei corsi d’acqua.
L’Estate Teatrale Veronese si avvia alla conclusione affidando l’ultimo spettacolo di questa edizione a Marco Paolini, autore e attore di teatro civile e teatro di narrazione. Il sottotitolo di questa edizione è Pianeta acqua, un tema che Paolini ha a cuore, un tema centrale nei suoi viaggi e approfondimenti e su cui ci farà riflettere, nel suo stile. Ma come? Bestiario idrico è uno spettacolo sull’importanza, il valore, l’identità dei corsi d’acqua, dai fiumi più grandi fino ai canali e bacini idrici che scorrono nelle nostre terre definendone identità e geografia. È una narrazione e rivelazione che ci conduce a guardare dentro le cose, a vedere la realtà dietro l’apparenza, a rileggere i nostri comportamenti, scoprendo anche la nostra cattiva coscienza, la disattenzione, l’incapacità di rapportarsi con rispetto al territorio che abitiamo.
Marco Paolini, nel corso della conferenza stampa ha parlato a lungo di questo spettacolo, primo appuntamento del più grande progetto triennale Atlante delle rive.
«La mia reputazione è legata alla storia del Vajont, Bestiario idrico invece non è una tragedia, sono sicuro che avrei ben altro impatto raccontando una tragedia ma per fortuna non c’è né un’altra così. Le narrazioni distopiche sul quello che ci sta capitando, invece, fanno leva sulla percezione che hanno tutte le persone di essere più fragili e più esposte ai rischi. Oggi, la percezione di essere potenziali vittime è diffusa; non serve vivere in un luogo isolato, anche in città possiamo essere vittime di eventi metereologici estremi.Ho scelto quindi di non raccontare una tragedia, anche se il meccanismo della catarsi garantirebbe il successo (si piange e si va via contenti). In questo caso parliamo di fiumi, viaggiando nel paesaggio veneto, dentro il tempo, narrando storie e vite che hanno a che fare con l’acqua. Queste sono le creature del mio bestiario. La scommessa? Quella di incuriosire, ma anche di costruire un’etica, una narrazione che sostituisca quella della cronaca e arrivi al cuore con gli elementi della tragedia classica: il viaggio, il narratore, il coro. Ho guardato al Veneto, nel quale ho viaggiato, come a un teatro, con il Garda da una parte, il grande arco delle montagne con davanti Venezia, raccontando le valli, le crode e la pianura attraversate da fiumi che scorrono sopra, ma anche sotto».

Paolini pone poi l’accento su come è cambiato il nostro territorio sottolineando come in passato a preoccupare fossero solo le alluvioni fluviali, ora invece le alluvioni di pioggia sono anche più minacciose.
Il paesaggio è completamente trasformato da quelle che sono opere idrauliche o opere viarie? Le opere idrauliche accompagnano ognuno di questi passaggi; non solo gli acquedotti dai romani in poi, ma le deviazioni e le arginature a volte imponenti, le opere di bonifica, i serbatoi idroelettrici, le reti di smaltimento.
Il paesaggio italiano è artificio ma la rete delle opere idrauliche sfugge alla nostra percezione. E prosegue: «Non voglio fare un teatro di denuncia ma un teatro capace di raccontare storie, legando cose apparentemente slegate ma che formano il mondo in cui viviamo. Il teatro civile è qualcosa che si ottiene ma non si può controllare prima…»
Bestiario Idrico, scritto insieme a Giulio Boccaletti, vede sul palco accanto a Paolini anche Patrizia Laquidara e il Coro delle Cicale, con la regia dei Fratelli Dalla Via – una produzione di Michela Signori con la coproduzione di Jolefilm e Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e il sostegno di Estate Teatrale Veronese – Comune di Verona.
In scena al Teatro Romano di Verona per l’Estate Teatrale Veronese domenica 21 e lunedì 22 alle 21:15.
Bestiario idrico fa parte di un progetto più ampio, Atlante delle rive, che prende il via proprio a Verona e, nella Giornata Mondiale dei Fiumi del 28 settembre, ha in programma 40 eventi per raccontare i fiumi d’Italia.
Un progetto teatrale triennale che coinvolge teatranti, ricercatori, cittadini e chiunque abbia a cuore i fiumi, nascendo dalla riflessione sul nostro rapporto disconnesso con l’ambiente idrico. Un modo per far emergere storie e creare una visione d’insieme. Per saperne di più sul progetto completo visita il sito.