A sdoganare il tema mental health sono intervenute diverse star con interviste, programmi o sui social network per raggiungere più persone e in particolare i ragazzi
La Giornata Mondiale della Salute Mentale (World Mental Health Day) è una ricorrenza che si celebra il 10 ottobre di ogni anno. Soprattutto dopo la pandemia la salute mentale ha acceso i riflettori nel dibattito pubblico. Si è sempre più consapevoli, infatti, dell’importanza cruciale del benessere psicologico per la qualità delle nostre vite. Salute mentale non significa solo assenza di disturbi psicologici, ma il giusto equilibrio tra benessere emotivo, psicologico e sociale. Questa stabilità ci permette di affrontare le sfide quotidiane e contribuire attivamente al benessere della comunità. A fornire dati interessanti è l’indagine annuale di Ipsos, condotta in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale che ha esplorato i cambiamenti nel modo in cui le persone percepiscono la propria salute mentale e i fattori che hanno un impatto sul loro benessere mentale. Come mostra anche l’ultima rilevazione dell’Ipsos Global Health Service Monitor, la salute mentale è oggi la prima preoccupazione quando si chiede alle persone quali siano i principali problemi sanitari che il proprio Paese deve oggi affrontare; in aumento di ben 17 punti percentuali rispetto al 2018.
Negli ultimi anni, a sdoganare il tema mental health sono intervenute anche diverse star internazionali e non solo, che mettendosi a nudo delle loro fragilità hanno dato un buon esempio sulla necessità di raccontare e parlare delle proprie esperienze e fragilità. Lo hanno fatto durante interviste rilasciate a importanti testate o programmi televisivi o ancora sui social network, per riuscire ad arrivare a quante più persone possibili e in particolare ai ragazzi.
Sì perchè dopo l’inizio della pandemia, è proprio tra i più giovani che si era riscontrato il peggioramento più consistente dell’indice di salute mentale. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, nel mondo un individuo su sette tra i 10 e i 19 anni soffre di disturbi mentali. In Europa, ben 9 milioni di adolescenti sono alle prese con problemi di salute mentale, segnati principalmente da depressione, ansia e disturbi comportamentali. Anche in Italia la situazione è altrettanto grave. Dall’ultima indagine di Telefono azzurro 1 ragazzo su 5 si sente in ansia, e per 1 su 3 chiedere aiuto ad un esperto di salute mentale è motivo di vergogna. Questi dati trovano conferma nell’aumento dei contatti da parte dei bambini con le linee di assistenza e supporto dedicate. L’OMS nel 2022 ha registrato oltre 12.638.633 contatti alle linee di ascolto sul tema della salute mentale e delle violenze dai minori.
Ancora una volta quindi gli esperti dicono di «ascoltare le voci dei bambini e degli adolescenti per rispondere in modo adeguato ed efficace ai loro bisogni di salute mentale. Una comunicazione efficace favorisce la fiducia e incoraggia l’apertura portando a un sostegno e a un intervento migliori…» ma la cronaca nera ci racconta, ahimè, altro.