ArtVerona compie vent’anni e si rinnova

di Miriam Cetti

Dal 10 al 12 ottobre un’edizione ricca di eventi tra fiera e città.

Anno importante per la fiera di arte moderna e contemporanea che ogni anno ad ottobre viene ospitata nella nostra città: ArtVerona compie vent’anni!
Per celebrare questo traguardo un’edizione animata da una forte volontà di apertura, dialogo e dinamismo che si arricchisce di nuove visioni, progetti speciali tra fiera e città, collaborazioni d’eccellenza che portano Verona al centro dell’arte contemporanea.
Un’edizione che si rinnova anche grazie alla visione della nuova direttrice artistica Laura Lamonea e al tema Conversazione e scrittura, come lei stessa ci spiega:
«In un tempo in cui le forme di comunicazione si moltiplicano, sentiamo il bisogno di riportare al centro la parola, il racconto, l’ascolto reciproco. La fiera si rinnova – nell’identità visiva, nella struttura e nei contenuti – con l’intento di dare nuova forza a ciò che ha reso ArtVerona uno spazio riconosciuto per la qualità della proposta artistica e per la sua dimensione umana e accessibile».

In fiera


In fiera, novità importante, non troveremo più la tradizionale separazione tra gallerie d’arte contemporanea e quelle del XX secolo per favorire il dialogo tra le opere e i linguaggi espressivi al di là della narrazione cronologica e mettere in dialogo gallerie consolidate con nuove realtà emergenti.
Accanto a Main Section, vero asse nevralgico di ArtVerona, e alle Editorie, ci saranno ben quattro nuovi segmenti espostivi: Steps, Effetto Sauna, Pittura ORA e “Video? Avete detto video?”

Inoltre, nella hall sarà presente una Libreria, a cura di Frab’s, dove poter assistere a talk tematici, workshop e altre attività.
Attesa poi per i progetti speciali, primo fra tutti, dal format innovativo, è certamente il Cinema, sì… avete capito bene! Sarà attivata una vera e propria sala cinema a cui poter accedere liberamente per momenti di riflessione e pausa.

I progetti in città


Uno dei punti forti della manifestazione è il dialogo con le istituzioni, i musei e le realtà espositive del territorio che permette la creazione di un ricchissimo programma di eventi che inondano la città di arte avvicinandola così a un pubblico sempre più vasto.
Potremmo infatti visitare mostre, installazioni e assistere a performance in alcuni dei luoghi più suggestivi, alcuni sicuramente poco noti, che eccezionalmente verranno aperti per essere così loro stessi ammirati.
Insomma, dal 10 ottobre Verona si trasforma in un grande museo diffuso!


Partiamo dalla riapertura di Palazzo Forti, storica sede del museo cittadino di arte moderna e contemporanea con la mostra The Then About As Until, a cura di Laura Lamonea, in collaborazione con Video Sound Art, che indaga il rapporto tra espressione verbale e immagine, partendo dalle ricerche verbovisuali degli anni ’60.


Proprio nel cuore della città, un altro edificio dal grande valore storico-artistico che straordinariamente potremmo visitare è il Palazzo del Capitanio in Cortile del Tribunale che accoglie la terza edizione di TOMORROWS: Folding, Flexing and Expanding, che, curata da Jessica Bianchera e Domenico Quaranta, si concentra sul tema del corpo come spazio di sperimentazione artistica e riflessione critica. Imperdibile è l’inaugurazione il 10 ottobre con un concerto e dj set a cura di Path Festival.


ArtVerona arriva anche nei luoghi più storici e simbolici della città come l’Antica Dogana di fiume che ospita l’installazione e la performance dell’artista cileno Enrique Ramírez, Una distanza senza sponde. Il progetto, ideato da Laura Lamonea e curato da Pascale Cassagnau, trasforma questo luogo di antica sorveglianza in uno spazio di ascolto e riflessione sui temi universali della migrazione, dello sradicamento e della memoria.


Potremo anche entrare in una fortificazione cinquecentesca, La Rondella delle Boccare che ospita Autogeografie: tu fai le foto, ma sei parte del paesaggio, un progetto che coinvolge studenti, artisti e realtà territoriali per esplorare con la fotografia il rapporto tra corpo e ambiente. Gli incontri, a cura di Thomas Ba, porteranno inoltre alla produzione di due opere fruibili negli spazi della Rondella.


Nel luogo simbolo della memoria scritta europea, La Biblioteca Capitolare va in scena Wounded Words Wounding Words, a cura di Marta Cereda. Un dialogo tra opere d’arte contemporanea e gli oltre 1200 manoscritti storici conservati nella biblioteca per un’esperienza inedita che sottolinea la forza dello spirito critico in ogni tempo.


Infine, il progetto It sounds like another word, ideato da Nicola Giuliani, propone una serie di interventi sonori e performativi in dialogo con le varie mostre in città.


Alle Galleria d’Arte Moderna Achille Forti troveremo invece il format vis-à-vis: conversazione tra collezioni.

Per sapere di più su questa edizione leggete anche l’intervista alla nuova direttrice artistica Laura Lamonea.

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