Dall’1 al 3 maggio il festival che trasforma la città in un grande percorso culturale.
Questo week end preparativi a vivere e vedere Verona in modo diverso: l’intera città si trasformerà infatti in un grande percorso espositivo diffuso grazie ad Artinrete, il festival dedicato all’arte contemporanea.
Dall’1 al 3 maggio, ci aspettano tre giorni in cui musei, gallerie, teatri, collezioni pubbliche e private e spazi indipendenti si connetteranno in una rete culturale che attraverserà il centro storico, Veronetta e ZAI, per coinvolgere i cittadini e i tanti visitatori in un’esperienza immersiva e partecipata.
Promosso da ArtiVer con il sostegno del Comune di Verona, Area Cultura e il patrocinio dell’Università di Verona con il museo del Contemporaneo, insieme a un ampio sistema di partner istituzionali e privati, Artinrete nasce come progetto corale: un vero ecosistema dell’arte contemporanea che mette in dialogo operatori culturali, artisti, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di rendere l’arte sempre più accessibile e integrata nella vita urbana.
«Artinrete 2026 porta in città un’edizione rafforzata e accresciuta rispetto alla prima formula proposta lo scorso anno – sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini. – Al centro, in particolare, Palazzo Forti, riaperto nel 2025, che torna a essere un punto centrale del contemporaneo. Il festival invita a riscoprire Verona attraverso i suoi luoghi culturali più identitari e quelli meno conosciuti e tutti da esplorare, in una rete diffusa dove arte e città dialogano in modo innovativo e partecipativo».
Un’idea condivisa anche da ArtiVer, che con il presidente Alberto Battaggia definisce il festival come espressione diretta della rete cittadina dell’arte contemporanea: un programma costruito per offrire esperienze diverse e complementari, dagli incontri con protagonisti dell’arte italiana alle performance audiovisive e coreografiche, dalle visite guidate alle collezioni fino alle aperture straordinarie delle gallerie e agli appuntamenti dedicati alla fotografia e alla videoarte.
I luoghi e gli eventi del Festival
Tra i luoghi centrali del festival spiccano Palazzo Forti, il Teatro Ristori, la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri e Palazzo Maffei, insieme a gallerie come Studio la Città, Peter Frey e Galleria dello Scudo. Spazi pubblici e privati che creano una mappa urbana dell’arte contemporanea.
Il programma si sviluppa infatti come un vero e proprio itinerario cittadino, in cui mostre, performance, incontri, workshop, concerti e visite guidate si susseguiranno dal mattino fino alla sera, costruendo un racconto continuo che attraversa la città.
Tra le esposizioni, la grande mostra fotografica Winter Games! agli Scavi Scaligeri, le aperture straordinarie delle gallerie e delle collezioni private e la rassegna di arte contemporanea a Palazzo Forti, uno dei cuori pulsanti del festival, dove si alterneranno anche performance, incontri e proiezioni.

Il Teatro Ristori ospiterà un fitto calendario di talk, proiezioni e dialoghi con artisti, curatori e collezionisti, in un confronto aperto sui linguaggi dell’arte contemporanea e sul ruolo del mecenatismo oggi.
Non mancheranno poi momenti performativi e musicali, come le sonorizzazioni dal vivo, le performance di danza contemporanea nel cortile di Palazzo Forti e i concerti che andranno a chiudere alcune delle giornate del festival, a conferma della natura multidisciplinare della manifestazione.
Artinrete 2026 si distingue proprio per questa dimensione diffusa e trasversale dove Verona diventa una piattaforma culturale aperta, in cui il patrimonio storico e le pratiche contemporanee si intrecciano in un unico racconto urbano.
Un progetto che conferma la vocazione della città al dialogo tra memoria e contemporaneità, trasformando, in questo lungo fine settimana primaverile, lo spazio urbano in un’esperienza condivisa, accessibile e in continua trasformazione, un grande palcoscenico diffuso dell’arte contemporanea.