Quest’anno il Premio Grappolo d’Oro Clivus è stato assegnato a Vittorio Sgarbi, storico e critico dell’arte, che ricevendolo ha commentato: «È bello che questo premio sia a Monteforte d’Alpone, una meta della mia giovinezza quando studiavo Palladio e andavo a vedere le opere nel padovano, nel vicentino e a Verona, in Valpolicella a Santa Sofia di Pedemonte. Mi colpiva che in un piccolo paese, appunto Monteforte, ci fosse la chiesa parrocchiale così evidentemente ispirata a Palladio le cui colonne sono il più grande omaggio alla classicità a partire da quella romana e a quella greca. È bello che in un posto con un Duomo così imponente ci sia un premio, che ho accettato volentieri, che in qualche misura lega l’arte alla natura, la terra fertile al vino».
Ormai una tradizione, questo premio, è organizzato da Cantina di Monteforte, fondata nel 1952 nel cuore del Soave Classico, e l’Associazione sportiva dilettantistica (A.S.D) Valdalpone che organizza sulle colline della Valdalpone la Montefortiana, manifestazione sportiva di grande richiamo. La direttrice Paola Gregori ha sottolineando: «L’arte è una delle colonne portanti della cultura italiana, perciò non poteva mancare nel premio Clivus la sua celebrazione da parte di chi ha dedicato la vita per farla apprezzare e comprendere», mentre il presidente Massimino Stizzoli ha precisato: «Quest’anno, dopo numerose edizioni in cui abbiamo premiato illustri firme del giornalismo nazionale e volti noti della televisione, abbiamo deciso di celebrare la cultura dell’arte e la sua comunicazione. Del resto, anche fare vino è un’arte, come sanno bene i nostri soci, che racchiude complessità, armonia e bellezza. Il viticoltore è l’artista del vino che scolpisce e dipinge in sintonia con il suo territorio e con la natura». Sul palco delle premiazioni anche il presidente e il segretario di ADS Valdalpone Giovanni Pressi e Gianluigi Pasetto che hanno sottolineato: «Questo appuntamento promosso dalla Cantina di Monteforte, che ringraziamo, conclude la Montefortiana 2024, manifestazione sportiva e culturale sempre più seguita e apprezzata grazie anche ai molti volontari e appassionati che ogni anno collaborano alla sua buona riuscita. Quest’anno sono stati 16.000 gli atleti che hanno gareggiato tra le nostre colline».
Vittorio Sgarbi, nel suo intervento ha voluto sottolineare come: «tra l’arte e il vino c’è una connessione, come quella ritratta ad esempio da Caravaggio nel quadro del ragazzo con il cesto di frutta. È un dato della storia dell’arte, come le storie dei mesi nel Medio Evo presenti nelle grandi cattedrali che rappresentano il rapporto con la natura. E il vino è uno dei temi cruciali non solo nella rappresentazione della pittura di genere ma anche di quella dei valori cristiani: il sangue di Cristo è vino».