I migliori appuntamenti artistici.

Fino al 14 giugno 2026
Brescia, Palazzo Martinengo
Liberty. L’arte dell’Italia moderna
Oltre 100 opere in esposizione a Brescia per raccontare un fenomeno trasversale e internazionale che attraversò l’Europa nei primi 15 anni del Novecento, prendendo un nome diverso in ogni paese . Questa mostra vuole essere una panoramica sulla proposta proprio del Belpaese con opere di pittori come Vittorio Corcos, Gaetano Previati, di scultori come Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti, di autori di manifesti come Leonardo Dudovich e Leopoldo Metlicovitz.
Uno stile trasversale che ha contaminato con sinuose linee curve ispirate al mondo della natura tutte le arti, dalla pittura all’architettura, dalla scultura alla grafica, alla moda, alle arti applicate, fino alla fotografia e al cinema.

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026
Venezia – Arsenale e luoghi vari della città
Biennale Arte 2026
La 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia si intitola quest’anno In Minor Keys, il progetto ideato da Koyo Kouoh, la curatrice prematuramente scomparsa a maggio 2025. Con il sostegno ed il lavoro del suo team, la Biennale porta avanti la visione della curatrice, preservando e diffondendo le idee che l’hanno guidata. La mostra esplora temi come l’incantamento, la fecondità e la condivisione, raccontando pratiche generative orientate alla collettività. Sono 111 gli artisti, collettivi e organizzazioni selezionati da Kouoh, provenienti da città come Salvador, Dakar, San Juan, Beirut, Parigi e Nashville. La curatrice ha privilegiato risonanze e affinità tra pratiche anche distanti, immaginando incontri tra ingegno e sperimentazione che superano i confini geografici e culturali. In Minor Keys non si sviluppa per sezioni convenzionali, ma per priorità sotterranee: “Are”; processioni che collegano mondi diversi; la tensione tra meraviglia e cinismo verso il potere trasformativo dell’arte; il riposo spirituale e fisico delle oasi, isole interne ai singoli universi creativi; e le “Scuole”, espressione dell’impegno di Kouoh nella costruzione di istituzioni orientate al fine sociale.
Un percorso che invita a scoprire una geografia relazionale unica, intessuta nel corso di una vita, dove ogni opera dialoga con l’altra e con lo spazio collettivo, raccontando l’eredità visionaria di Koyo Kouoh.
Affidato a Wolff Architects (Città del Capo) il progetto di allestimento, che è incentrato sul potenziale trasformativo della soglia come apertura verso forme alternative di conoscenza ed esperienza.
