Alla scoperta di: il museo del carnevale di Verona

di Miriam Cetti

Uno dei quartieri più affascinanti di Verona, ricco di arte, storia e tradizioni, tra i più amati dai suoi cittadini è sicuramente quello di San Zeno. Famoso per la sua splendida Basilica dedicata all’ottavo Vescovo di Verona, ma anche per essere la sede principale del Carnevale della nostra città. Quale veronese, infatti non associa San Zeno alla festa e al divertimento del Venerdì Gnocolar? Se tutti sappiamo che una volta all’anno il quartiere si prepara ad ospitare carri e maschere, forse non tutti conosciamo che proprio nel suo cuore, a fianco della piazza della Basilica di San Zeno è presente il Museo del Carnevale di Verona: un museo aperto tutto l’anno che ci fa scoprire, conoscere e vivere la storia del nostro Carnevale!


A Verona il Carnevale è una cosa seria, esso infatti è il più grande d’Europa per numero di comitati cittadini e provinciali aderenti: sono 30 i comitati carnevaleschi, con 42 maschere presenti in città, e in provincia le associazioni attive sono oltre un centinaio.
Il Museo, dedicato a Luigi D’Agostino “Ginetto”, è promosso e gestito dal Comitato Carnevale Bacanal Del Gnocco, che ha sede presso Porta San Zeno, e grazie al lavoro di tanti volontari ed esperti del settore vuole accompagnare il visitatore lungo un percorso espositivo che mira a far conoscere la storia, le tradizioni, i valori e i rituali del Carnevale, in un viaggio che porta a scoprire due dei Carnevali più famosi al mondo, legati tra loro, quello di Venezia e Verona. È un ideale punto di partenza per conoscere i miti e leggende del Carnevale storico che si ripete ogni anno fin dal 1405.


Sembra sia, infatti, proprio dal passaggio di Verona sotto il controllo della Repubblica di Venezia che possiamo ricondurre le origini del Carnevale veronese. Per festeggiare l’avvenimento si fece uscire dalla Basilica di San Zeno Il Carro dell’Abbondanza carico di vettovaglie e generi alimentari da distribuire al popolo. In un documento di metà Quattrocento dei monaci di Santa Maria della Scala si parla dei “Macaroni” fatti con farina e acqua e conditi con formaggio: gli antenati dei tradizionali gnocchi di patata in un’epoca in cui patate e pomodoro non erano ancora arrivati in Europa.


E il primo grande Macaron di Verona fu Tommaso da Vico. La tradizione vuole che dopo una lunga carestia tra il 1520 e il 1531, egli per aiutare e soccorrere i suoi concittadini donò un’ingente somma per preparare e distribuire gli gnocchi alla popolazione più colpita. E lasciò un lascito perché ogni anno venisse organizzata la distribuzione di gnocchi e vino in quantità, nasceva così il “Venardì Casolar” oggi Venerdì Gnocolar!


All’interno del museo sono tante le opere, le maschere e i costumi d’epoca esposti che con la loro vivacità ci raccontano una delle tradizioni veronesi più partecipata e sentita. Alla maschera più importante, il Papà del Gnoco, protagonista indiscusso e Sire del Carnevale di Verona, il museo ha voluto rendere omaggio con un secolo di immagini fotografiche che lo raffigurano. Partendo dalla prima fotografia che risale al1923 con Ermenegildo Dall’Ovo, si possono scoprire così tutti i protagonisti che hanno onorato questa carica, a volte anche per più mandati.


Nel museo si organizzano inoltre mostre temporanee di artisti contemporanei in perfetto dialogo con il percorso museale, eventi multidisciplinari, come piccoli concerti o monologhi teatrali, per un museo sempre dinamico: un luogo di incontro e contaminazione tra tradizione e contemporaneità, tra mito e realtà dove riscoprire e mantenere viva una parte della storia della nostra città.

Per scoprire altre bellezze di Verona, visita lo speciale “Alla scoperta di…”

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