Un viaggio culturale nei comuni dell’alto Mincio.
Abbiamo la fortuna di vivere in una zona d’Italia ricca di storia, di cui monumenti, musei ed edifici storici sono testimoni, ricca di cultura e tradizioni da vivere e tramandare in un paesaggio naturale spettacolare. Turisti da tutto il mondo vengono e ci invidiano, colpiti da tanta bellezza. Ma noi, siamo consapevoli di quello che ci circonda? Sempre di corsa, negli impegni quotidiani, spesso siamo i primi che non conosciamo o abbiamo l’occasione di gustare appieno quanto abbiamo vicino.
Ecco, quindi, che vi porto a scoprire un museo particolare, non costituito da un tradizionale edificio, bensì da un insieme di luoghi che raccontano una parte di storia cruciale per la nostra nazione. Esplorarlo significa intraprendere un viaggio affascinante attraverso luoghi, sapori antichi e i valori di chi ha combattuto per l’unificazione d’Italia.
Venite con me alla scoperta del Museo Diffuso del Risorgimento dell’area Alto Mincio (MuDRi).
Una guida digitale per conoscere i luoghi del Risorgimento
“Siamo la storia che raccontiamo. Suggerimenti di viaggio nei paesaggi delle battaglie risorgimentali”. È questo il titolo della guida digitale che ci accompagna in modo nuovo e moderno dentro la storia e i luoghi del Risorgimento, raccontandoci anche curiosità del territorio, come aneddoti e storie poco note o dimenticate, specialità gastronomiche tipiche fino a suggerimenti di percorsi da fare in bici e consigli su letture per approfondire.
Insomma, non una guida tradizionale per soli turisti o appassionati di storia, ma per tutti coloro che abbiano voglia di lasciarsi ancora sorprendere, di scoprire una storia che può uscire dai libri per essere vista, ascoltata e vissuta.
Realizzata in collaborazione con i comuni aderenti all’area territoriale dell’Alto Mincio, è organizzata per sezioni dedicate ai quindici comuni della rete MuDRi, di cui sette sono veronesi e otto quelli mantovani.

I luoghi da visitare
Ogni Comune, custodisce qualcosa di speciale che vale la pena visitare.
Dai luoghi più ufficiali e importanti come il Museo del Risorgimento all’interno di palazzo Bottagisio a Villafranca. Dove l’11 luglio 1859 si incontrarono in gran segreto l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe e Napoleone III e con una semplice stretta di mano gettarono le basi per la pace che porterà la fine della seconda guerra di indipendenza.
Ai musei minori come quello di Oliosi, frazione di Castelnuovo del Garda, dedicato alla memoria della battaglia di Custoza e a un gesto eroico avvenuto in una cascina del luogo, Casa Benati, proprio il 24 giugno 1866, quando un gruppo di soldati prima di arrendersi agli austriaci stracciò la bandiera col tricolore in 13 pezzi pur di consegnarla al nemico.
Ai luoghi che ospitano opere militari imponenti come forte Ardietti a Ponti sul Mincio o monumenti per la memoria come l’Ossario di Custoza.
A semplici targhe, come quella sobria nella “Casa del Tamburino Sardo”, sempre a Custoza, che ci riporta al coraggioso gesto del giovane soldato che ha commosso generazioni di giovani lettori del libro “Cuore” di Edmondo de Amicis.
Fino a luoghi che non esistono più ma che è fondamentale ricordare come il ponte della gloria a Goito protagonista del battesimo del fuoco dei Bersaglieri nella battaglia dell’8 aprile 1848.
Non ci resta che prenderci del tempo, per visitare, ricordare, fermarci a gustare qualche piatto, per poi ripartire magari in bici alla scoperta di questo museo che ci insegna «che siamo davvero la storia che raccontiamo, ma solo se impariamo ad ascoltarla, anche durante una gita fuori porta».