Alla scoperta di Verona: Porta Palio

di Miriam Cetti

Una maestosa fortezza, che rappresenta un incontro di potenza, eleganza e ricerca artistica.

Uno dei capolavori di architettura della nostra città, un monumento nato sì per scopi pratici, urbanistici e difensivi, ma ideato e progettato per dar lustro e sfarzo alla città che rappresentava, è la maestosa Porta Palio. Opera di Michele Sanmicheli, l’architetto più noto che ebbe mai Verona, rappresenta tutto il genio di un’artista che ha saputo progettare un’opera di grande complessità dal punto di vista architettonico e decorativo.
La sua storia si colloca all’interno del programma di costruzione di mura e porte voluta dal governo della Repubblica Serenissima di Venezia per la difesa dei suoi territori di pianura.

Così sul finire degli anni Trenta del Cinquecento Francesco Maria della Rovere decise di demolire l’ormai in disuso vecchia porta scaligera e sostituirla con una Porta nuova, posta sempre in asse con l’importante tracciato della via Postumia e che avesse anche funzione di Cavaliere, ovvero un’opera architettonica di difesa molta alta in modo da poter sparare dal suo parapetto. L’incarico venne dato al Sanmicheli che, cominciati i lavori nel 1550, non ne vedrà però la fine, a causa della sua morte nel 1559. L’opera rimarrà incompleta, infatti, anche se aperta ufficialmente nel 1561, non verrà finita secondo il progetto originario del suo ideatore.


A sottolineare la peculiare importanza dell’edificio e del luogo, il Sanmicheli costruisce un vero e proprio monumentale ingresso rinascimentale che si apre e conduce verso il cuore della classicità veronese, attraverso un lungo viale che lo stesso artista ideò, da vero urbanista ante litteram, quale fu.
Quello che più colpisce e attira l’attenzione è la duplice facciata della porta, una scelta geniale che dona due edifici alla città. Il fronte verso la campagna, accesso quindi alla città, è sfarzoso e pieno di richiami al mondo classico, di cui Verona rappresenta un unicum. È composto da tre ingressi, più grande quello centrale e minori i due laterali, ognuno dei quali è racchiuso da colonne di ordine dorico scanalate. Sono molti gli elementi compositivi che lo decorano: i timpani dal gusto rinascimentale, i busti di condottieri d’epoca romani, gli stemmi della città di Verona… per un risultato fastoso e raffinato.


Il fronte verso la città, invece, che si incontra uscendo, è al contrario più sobrio, solido e funzionale al suo ruolo difensivo. È suddiviso in cinque ingressi tutti inquadrati da robuste colonne composte da blocchi di pietra, che ne sottolineano la solennità, ed è ornato lungo la trabeazione mediante un elegante fregio classico con metope e triglifi. Qui Porta Palio si mostra come un vero e proprio baluardo inespugnabile, parte integrante del sistema difensivo delle Mura di Verona, al di sotto della quale si trovano delle gallerie sotterranee che la collegano a Porta Nuova e ai Bastioni.


Di pianta rettangolare la porta presenta un atrio centrale articolato come un unico spazio libero, coperto da un sistema voltato con cui il Sanmicheli ha voluto richiamare antiche architetture romane. Da progetto, doveva avere un livello in più e una copertura destinata all’artiglieria, come nella vicina Porta Nuova, sempre opera del Sanmicheli, ma dopo la sua morte non venne mai realizzata e si decise di chiudere la struttura con un tetto a padiglione in legno.
Sicuramente Porta Palio rappresenta uno dei capolavori del veronese Michele Sanmicheli, con esso l’artista ha dimostrato, come forse nessuno prima, di poter coniugare le esigenze funzionali belliche con un’opera dall’apparato decorativo e architettonico rinascimentale, che richiama e si colloca perfettamente nel contesto e nella storia della città di Verona. Patrimonio dell’Unesco, Porta Palio è ancora d’oggi, come la definì il Vasari nella sua celebre opera: “Architettura nuova, bizzarra e bellissima”.


Curiosità: Porta Palio deve il suo nome a un evento molto importante per Verona, il Palio del Drappo Verde. Anticamente, infatti, la porta era di importanza secondaria e veniva aperta solo in poche occasioni, tra cui il palio: una gara podistica istituita nel Duecento per festeggiare una vittoria militare, il cui premio era un drappo verde di 12 metri. La manifestazione divenne così celebre che lo stesso Dante la citò all’interno di un canto dell’Inferno della Divina Commedia.

La gestione e manutenzione del monumento Porta Palio nonché la sua promozione culturale è affidata alla Società Mutuo Soccorso Porta Palio, una delle più antiche associazioni Veronesi e d’Italia. Nata nel 1882 come istituzione apolitica, fu concepita e costituita da cittadini veronesi di ogni categoria sociale, associati secondo i principi di Uguaglianza e Fratellanza. Nel 1981 la società prende sede nel monumento sanmicheliano, che in quella data si trovava in stato di abbandono e inaccessibile, ma grazie al lavoro e all’impegno dei suoi volontari oggi il monumento accoglie visitatori ed è luogo di eventi culturali durante tutto l’anno.

Per scoprire altre bellezze di Verona, visita lo speciale “Alla scoperta di…”

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