Alla scoperta di Verona: la Villa Romana di Valdonega

di Miriam Cetti

La nostra città è sicuramente famosa in tutto il mondo per ospitare grandiosi monumenti e resti di epoca romana, sono moltissimi i turisti che visitano il centro storico per ammirare i suoi siti più celebri. Ma se ci allontaniamo dalle vie più note e centrali, attraversiamo Ponte Pietra per inoltrarci nella riva sinistra dell’Adige e saliamo nelle prime pendici della città, verso il quartiere di Valdonega, scopriremo nascosta tra i palazzi residenziali della zona una villa di epoca romana straordinaria, ancora poco conosciuta ma dalla notevole importanza.

Era il 1957 e durante i lavori di costruzione di un nuovo condominio in via Zoppi, una traversa di via Marsala, vennero alla luce i resti di un edificio risalente al I secolo d.C. Si era di fronte a qualcosa di eccezionale: un magnifico esempio di villa romana suburbana di epoca imperiale, il più noto tra i complessi che dovevano popolare le prime pendici delle colline che circondano la città di Verona. L’ambiente e il panorama di allora erano ovviamente molto diversi dal contesto attuale: una zona immersa nella natura da cui si poteva ammirare una splendida vista sul fiume e la città. Ma ancor oggi, se ci inoltriamo nel sito archeologico, seppur circondato da case e condomini che popolano il quartiere, verremmo catapultati nel passato per immergerci e rivivere il fascino che fu di Verona imperiale.

Della lussuosa villa si conservano tre ambienti che si affacciano su un porticato a L, che un tempo probabilmente si apriva sul giardino o cortile esterno. L’elemento predominante è l’ampio salone colonnato su tre lati che era destinato a banchetti e feste, unico esempio in Italia settentrionale di oecus corinthius. Notevoli le sue decorazioni, dai mosaici a motivo geometrico bianco e nero dei pavimenti, ai riquadri policromi tra le colonne in cui sono raffigurate diverse varietà di uccelli tra racemi e foglie, alle tracce di pittura ad affresco delle pareti, tra le quali emerge la delicata figura di una gabbietta con uccellino. Passando per uno stretto vano, arriviamo alla sala più settentrionale del complesso, anch’essa riccamente decorata con affreschi che nel registro inferiore delle pareti rappresentano volatili tra elementi vegetali, mentre in quello superiore troviamo figure mitologiche alternate a motivi decorativi.

L’ampio porticato, che delimitava la villa su due lati (sud ed est), termina con tre gradini che probabilmente portavano a un piano superiore adagiato in parte sul declivio della collina attraverso una o più terrazze.

Attualmente la villa ospita anche reperti archeologici provenienti da scavi cittadini, come anfore, iscrizioni, rilievi e frammenti architettonici.

Il sito archeologico è gestito dall’associazione Archeonaute che ne organizza le visite. La Villa romana di Valdonega è aperta ai singoli su prenotazione il martedì e la domenica dalle 16.00 alle 20.00. Per gruppi e prenotazioni straordinarie contattare archeonaute@gmail.com.

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