Alla scoperta di Verona: la Biblioteca Capitolare

di Miriam Cetti

Nel cuore di Verona, in uno dei quartieri più antichi della città, vicino a ponte Pietra sulla riva destra dell’Adige, sorge una zona detta “Canonicato” che racchiude luoghi ed edifici ricchi di storia e fascino, tra cui la Capitolare di Verona: la biblioteca più antica al mondo ancora in piena attività.

Ci troviamo nel complesso architettonico della cattedrale di Verona, dove nel IV e V secolo sorsero le prime basiliche paleocristiane, in seguito vennero fondate anche una scuola per la formazione dei sacerdoti e uno Scriptorium, ovvero una sorta di officina libraria in cui venivano redatti in pergamene i testi necessari per l’istruzione dei futuri sacerdoti. Da quest’attività di produzione e conseguente conservazione dei manoscritti nacque la biblioteca affidata ai Canonici del Capitolo. La sua esistenza è documentata con certezza a partire dal VI secolo, grazie a Ursicino, uno dei suoi amanuensi che firmò e datò uno dei codici che aveva appena finito di trascrivere: era il primo agosto 517.

Da allora l’attività della biblioteca crebbe sempre più, diventando un luogo di studio e conservazione non più aperto al solo mondo ecclesiastico ma a tutti gli studiosi e amanti del sapere, frequentato da illustri storici e letterati, tra cui Dante Alighieri e Francesco Petrarca.
Il suo patrimonio è immenso e di inestimabile valore: vanta infatti una collezione di oltre 1200 manoscritti, tra cui opere uniche al mondo, un ricco archivio di pergamene, diplomi e documenti manoscritti, una collezione di circa 100.000 volumi a stampa, tra cui incunaboli (i primi libri a stampa del ‘400), cinquecentine e seicentine, testi moderni e contemporanei.

Tra le sue opere più celebri ricordiamo:
L’Indovinello Veronese, un piccolo enigma conservato in un codice dell’VIII secolo, che è la prima testimonianza scritta in un volgare italiano. L’iconografia Rateriana, la più antica raffigurazione grafica di Verona, che prende il nome dal vescovo che la commissionò nel X secolo; purtroppo, l’originale andò perduta durante la Rivoluzione Francese, ma è conservata la prima copia realizzata nel 1739. Un vero e proprio tesoro il suo, che ha saputo proteggere e conservare nel corso dei secoli, vivendo le molte vicissitudini della storia: dalla peste del ‘600, alle razzie napoleoniche, all’alluvione del 1882, ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Ma nonostante tutto ciò l’attività della biblioteca Capitolare è sempre proseguita continuando la sua vocazione di luogo di conservazione e studio del sapere che da sempre affascina e interroga gli uomini.

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