Su colle Belvedere di Verona sorge un Santuario dove religione, arte e storia si incontrano per dar vita a un luogo suggestivo e di grande fascino
Chi passeggiando per il centro, o attraversando in auto la città, alzando lo sguardo verso i colli che circondano Verona, le amate Torricelle, si è mai lasciato incuriosire dalla cupola che domina dall’alto la città, come a salutarla e ad osservarla dall’alto? È il Santuario della Madonna di Lourdes situato su colle San Leonardo o Belvedere, il versante nord-ovest delle Torricelle, che vigila come custode sulla nostra città.
L’edificio venne costruito nel 1838 come fortificazione voluta dall’arciduca Massimiliano d’Austria, nell’ambito del complesso sistema difensivo cittadino realizzato sotto la direzione del generale Von Scholl. Il forte eretto nella parte più elevata del colle, in prossimità di una chiesetta romanica dedicata a San Leonardo, da cui prende il nome, venne adibito dal 1940 al ’45 a carcere militare e politico dai nazo-fascisti. Ma torniamo un po’ indietro nel tempo…
Nel 1908 per donare ai giovani veronesi dell’Oratorio stimmatino un luogo di preghiera e protezione e accogliere la loro sempre maggiore devozione si decise di ristrutturare ed ampliare una chiesa del Seicento dedicata a Santa Teresa, nei pressi di piazza Cittadella, per costruire un Santuario dell’Immacolata di Lourdes. Lo scultore veronese Ugo Zannoni venne incaricato di decorare la chiesa con varie opere, tra cui la statua dell’Immacolata che venne posta nella grotta del santuario costruita a somiglianza di quella miracolosa di Lourdes.
Durante la Seconda guerra mondiale, il 16 aprile del 1945 il Santuario venne completamente distrutto dai bombardamenti, solo la statua dell’Immacolata si salvò: venne trovata “miracolosamente” illesa sotto le macerie. Di lì la decisione di ricostruire il Santuario mariano e il luogo che si scelse fu colle San Leonardo: proprio il forte, che per anni era stato luogo di prigionia e tortura legato alla guerra, diventava così luogo di pace e riconciliazione.
Il progetto di riconversione in Santuario venne affidato all’architetto Paolo Rossi de’ Paoli che mantenne in parte le strutture esistenti in un progetto di continuità con il forte. Cercando di adattarsi alla forma rotonda dell’edificio costruì al centro del vecchio fabbricato il Santuario a pianta circolare e il piazzale antistante venne arricchito da un balcone a sostituzione del muro di cinta, per poter godere del magnifico panorama su Verona.
La grande statua della Madonna venne collocata all’interno di una nicchia dietro il Santuario ricavata da blocchi di tufo sagomati e posizionati in modo da rappresentare le macerie del bombardamento al quale la statua sopravvisse. Seppur esterna la statua è visibile dall’interno della chiesa grazie ad una grande vetrata posta come fondale all’altare maggiore, quasi fosse una breccia che si apre nell’antico bastione. La chiesa è decorata con tele del pittore Aronne del Vecchio, con statue recuperate dal primo santuario e con artistiche vetrate in cui risalta l’azzurro, il colore del cielo e di Maria; presenta due cappelle laterali: quella dell’Adorazione e quella dedicata a San Gaspare Bertoni, fondatore degli Stimmatini. I lavori cominciati nel 1948 terminarono con l’inaugurazione del Santuario nel 1964.
Nel 2003 nel giardino ai suoi piedi è stato inaugurato il percorso del Rosario, che insieme alla Via Crucis, opera della scultrice Gabriella Manfrin inaugurata nel 2014, offrono un bel percorso da fare in queste giornate di maggio, il mese mariano, per arrivare al Santuario e poter vivere un momento di contemplazione di fronte al, forse, più bel panorama della città.