Alla scoperta di Verona: Giardino Giusti

di Miriam Cetti

Estate, la stagione delle vacanze è arrivata: mare, montagna e occasioni per visitare le bellezze del nostro Paese e perché no essere turisti nella nostra città che sempre vediamo ma poche volte riusciamo ad ammirare e scoprire davvero. Una meta perfetta per ripararci dal sole e caldo di questi giorni all’ombra di un albero secolare, passeggiando tra giardini, aiuole e godendo di una delle più belle vedute di Verona è possibile, dobbiamo solo andare a Giardino Giusti!

Inoltrandoci nel cuore di Veronetta, vicino alle antiche mura della città troviamo il complesso del Palazzo e Giardino Giusti che custodisce uno dei più affascinanti giardini all’italiana cinquecenteschi.

La famiglia Giusti, originaria della Toscana, si trasferì a Verona nel XIII secolo per dedicarsi all’attività di tintura della lana, per cui Verona era molto famosa. Nel 1406 Provolo Giusti acquistò l’area dove ora sorge il complesso monumentale del giardino, per poter svolgere le attività produttive della famiglia in espansione, la zona infatti era un tempo vicina alla via Postumia, asse fondamentale per il passaggio e il commercio.

È Agostino Giusti, uomo colto, amante delle arti, Cavaliere della Repubblica Veneta e gentiluomo del Granduca di Toscana a trasformare il complesso produttivo della famiglia e a creare un palazzo di rappresentanza completato da un magnifico giardino formale secondo la moda del suo tempo che tanto è stato lodato nei secoli e ancora oggi possiamo ammirare.

Siamo nel Cinquecento e il punto di riferimento estetico sono i giardini medicei di cui Agostino Giusti vuole riprendere tutti gli elementi fondamentali: dai cipressi, ai bossi all’italiana, alle fontane, alle grotte, ai richiami al mondo classico e alla mitologia con statue e reperti, fino a un piccolo ma complesso labirinto.

Dall’atrio d’ingresso, oltre il cancello, parte un lungo viale di cipressi che, seguendo il naturale terrazzamento del giardino, ci conduce in un percorso prestabilito fino ad arrivare al famoso belvedere che sovrasta il mascherone scolpito nella rupe, che troviamo sopra la grotta alla fine del viale.

La parte iniziale e pianeggiante del giardino, divisa in nove riquadri alla destra e sinistra del viale, è un richiamo all’ordine e alla simmetria con un chiaro intervento architettonico dell’uomo nella formazione di parterre dominati da aiuole di bosso, statue mitologiche, il giardino di agrumi, la vaseria e il famoso labirinto, ridisegnato nel ‘700 da Luigi Trezza.

La parte boscosa, al contrario, è concepita per stupire il visitatore in ogni sua parte: la rupe, il mascherone attribuito a Bartolomeo Ridolfi, che originariamente sputava lingue di fuoco e fumo, le grotte con le pareti decorate, il gioco di luci e ombre, le mille prospettive…ogni dettaglio è creato e pensato per creare ammirazione, stupore e meraviglia!

Passeggiando per il giardino è impossibile non subirne il fascino come fu per tanti artisti, letterati, nobili e regnanti del passato: Giardino Giusti diventò infatti tappa fondamentale del Grand Tour che dal XVIII secolo portò i giovani intellettuali alla scoperta delle bellezze d’Europa. Come Goethe, che all’ombra dei maestosi cipressi si innamorò di quest’oasi di bellezza, anche noi lasciamoci coinvolgere da questo luogo che natura, arte e storia rendono famoso in tutto il mondo.

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