Alla scoperta di: Torre dei Lamberti

di Miriam Cetti

Una torre, che svetta nel cuore di Verona e che dall’alto osserva, accompagna e scandice la giornata dei veronesi, una presenza che da secoli fa parte della vita della città, con la sua maestosità ed eleganza, spettatrice privilegiata di tanti eventi avvenuti alla sua ombra, altro non può essere che la Torre dei Lamberti.
Elevandosi in pieno centro, in un angolo del cortile del Palazzo del Comune, tra piazza delle Erbe e piazza dei Signori, le piazze veronesi per eccellenza, è divenuta un monumento simbolo per tutti i veronesi.

Questa posizione privilegiata, unita ad un’altezza di tutto rispetto, ben 84 metri, la portano a dominare e sorvegliare dall’alto tutta Verona: quale cittadino o turista, infatti, alzando lo sguardo non riconosce la torre che svetta oltre i tetti del centro storico?
Proprio queste sue caratteristiche l’hanno portata a ricoprire una funzione civica importante: essere un riferimento temporale, nello scandire le ore delle giornate; e un riferimento spaziale nell’orientamento della città.
Le sue campane fin dall’epoca scaligera marcano il trascorrere del tempo, segnando un ritmo alle giornate della comunità: il tempo del lavoro, quello della preghiera, quello dei consigli cittadini e degli avvenimenti importanti. Poi, in epoca moderna, sarà il grande orologio a svolgere lo stesso ruolo, anche se in maniera diversa la Torre dei Lamberti rimane e sarà sempre un riferimento importante per la nostra città.

La sua storia

C’è del mistero dietro questa torre, perché poco o quasi nulla sappiamo della famiglia di cui porta il nome, ovvero i Lamberti. Chi erano, qual era il loro ruolo e perché costruirono la torre? Di certo deve essere stata una famiglia importante e soprattutto facoltosa.

La torre fu eretta nel 1172 come il suo stile ci suggerisce: due fasce che si alternano, una di mattoni di cotto e l’altra di conci di tufo creando la caratteristica bicromia del Romanico veronese. All’epoca era alta 37 metri e venne inglobata nel Palazzo del Consiglio, sorto in seguito alla nascita del Comune.

Nel 1295 una delibera la trasformò in Torre Campanaria e vennero installate due campane, il “Rengo” e la “Marangona”.
Per vedere la torre come la ammiriamo noi dobbiamo aspettare il Quattrocento, infatti, nel 1403 un fulmine danneggiò la sua cima, questo portò a lavori di restauro e di innalzamento della torre che si susseguirono in più fasi, concludendosi con la realizzazione della cella campanaria ottagonale in mattoni e marmo bianco.

Pur essendo stata costruita a tappe la torre rappresenta un insieme elegante e armonico, una prova di grande intelligenza architettonica, di cui ancora oggi possiamo godere.
A concludere il suo aspetto, nel 1795 si collocò il grande orologio.

Le campane

La cella campanaria ospita quattro campane.
Il Rengo, dall’assemblea cittadina (l’Arengo) che il suo suono aveva il compito di chiamare in adunanza, è la campana maggiore.
La Marangona dal dialetto veronese “marangon” ovvero falegname, scandiva le ore della giornata, regolando la vita della città. Entrambe, inoltre, se suonate a martello avvisavano la comunità di qualche pericolo imminente.
La Campana delle ore e la Rabbiosa sono le due campane minori, aggiunte a fine Settecento.

Curiosità

Fu il Rengo la mattina del 4 novembre 1918 a suonare a festa per annunciare l’armistizio che poneva fine alla Prima Guerra Mondiale.
Dal 1972 la torre è aperta al pubblico, tutti possono salire sulla sua cima salendo i suoi 368 scalini o utilizzando il comodo ascensore per godere dell’impareggiabile vista dal punto più alto della città.

Articoli Consigliati