Alla scoperta di: Madonna della Corona

di Miriam Cetti

Un luogo mistico, sospeso tra cielo e terra e racchiuso tra le montagne, un luogo che invita a fermarsi, a cercare il silenzio per meditare e contemplare in un panorama mozzafiato.
Stiamo parlando di un Santuario incastonato nella roccia del Monte Baldo, a ridosso di uno strapiombo che affaccia sulla Val d’Adige, che troviamo nel piccolo paese di Spiazzi, frazione di Ferrara di Monte Baldo: il Santuario della Madonna della Corona.
Considerato il luogo sacro più impervio d’Italia, difficile da raggiungere, la sua vista non può non stupire e lasciare a bocca aperta: maestoso ma perfettamente in armonia con la natura che lo circonda, come il colore roseo, caldo del marmo della sua facciata che si mimetizza perfettamente con quello della roccia che lo circonda.

Ma qual è la sua storia?

La leggenda racconta che tutto è nato da un miracolo. Siamo nel 1522 e per salvare una statua raffigurante la Pietà, conservata nell’isola di Rodi che venne invasa dai Turchi, ci fu un intervento angelico che traslò la statua alle pendici del Monte Baldo, dove trovata da un gruppo di locali venne conservata in una piccola cappella che in poco tempo divenne luogo di pellegrinaggio.
Documenti storici ci raccontano che l’area in questione del Baldo era frequentata da un gruppo di eremiti legati all’abbazia di San Zeno a Verona già dal XII secolo e intorno al Duecento la presenza di una cappella dedicata a Santa Maria “de monte Bloto” (antico nome del monte) che era accessibile solo da uno stretto sentiero nella roccia.


Nel Quattrocento Santa Maria di Monte Baldo diventò proprietà dei Cavalieri del S. Sepolcro, che la gestiranno fino agli inizi dell’Ottocento. In questi secoli sono molte le trasformazioni che il complesso subì per renderlo sempre più accessibile e capiente. In particolare, notevoli furono i lavori di inizio Seicento in cui la chiesa venne ricostruita e ampliata inglobando la vecchia sotto il presbiterio: diventò un Santuario intitolato Madonna della Corona, a richiamare la forma semicircolare della roccia in cui è racchiusa.
I lavori di sistemazione e ampliamento sono continuati nei secoli successivi, spesso in occasione di avvenimenti importanti come fu la visita di Papa Giovanni Paolo II che venne a pregare nel santuario nell’aprile 1988.

Il santuario

La sua facciata in stile neo-gotico è decorata con i marmi della Valpolicella, presenta un portone centrale a cui lati spiccano due figure in marmo di Carrara raffiguranti San Giovanni Evangelista e Santa Maria Maddalena ed è affiancata da un campanile alto 33 metri.
L’interno è diviso in tre navate, la parete della navata sinistra e l’abside sono interamente scavate nella roccia, dove troviamo l’originale scenografia in bronzo che circonda la statua della Pietà con una corona di spine e cinque gruppi angelici. La statua, venerata come Madonna della Corona, è in pietra locale, alta 70 cm e presenta l’iscrizione in latino “HOC OPUS FECIT FIERI LODOVICUS D CASTROBARCO D 1432” datando quindi precisamente la statuetta che venne donata dal suo stesso autore, l’artista L. Castelbarco. All’interno del Santuario si trovano inoltre molte opere dalla notevole importanza storico-artistica, tra cui ben 167 ex-voto.


Sono molte le vie per arrivare al santuario dalla più semplice e accessibile, attraverso la strada che scende da Spiazzi dove troviamo le stazioni della via crucis, al «Cammino della Speranza», un sentiero composto da oltre 1750 gradini che sale dal comune di Brentino. In tutti è presente lo stupore, arrivati alla meta, di aver raggiunto un traguardo unico e dal grande valore spirituale.

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