Alla scoperta di: il Vittoriale degli italiani

di Miriam Cetti

Dove architettura, natura e poesia si incontrano.

Affacciato sulle colline di Gardone Riviera, un luogo dove il Lago di Garda si apre in uno dei suoi scorci più suggestivi, è presente un monumento tra i più conosciuti e visitati, o che almeno tutti abbiamo studiato tra i banchi di scuola.  Definirlo non è semplice: una casa museo, un’opera d’arte totale, un luogo in cui architettura, storia, natura e letteratura si fondono in un racconto straordinario.

Visitarlo significa entrare nella mente del suo ideatore: un poeta, scrittore, militare e protagonista indiscusso della vita culturale e politica italiana tra Otto e Novecento. Sì, stiamo parlando di Gabriele d’Annunzio e del luogo in cui il suo estro raggiunse la massima espressione.

Venite con me alla scoperta del Vittoriale degli Italiani!

Tutto iniziò nel 1921, anno in cui d’Annunzio arrivò a Gardone Riviera, scegliendo come dimora la villa appartenuta allo storico dell’arte tedesco Henry Thode. Ben presto, però, quella residenza si rivelò insufficiente per accogliere il suo progetto visionario, così con l’aiuto dell’architetto Gian Carlo Maroni e di alcuni dei più famosi artisti dell’epoca, trasformò progressivamente l’intera proprietà in un monumento celebrativo della propria vita e delle imprese militari degli italiani durante la Prima Guerra Mondiale. Alla sua morte, nel 1938, il Vittoriale venne lasciato in eredità agli italiani, diventando un patrimonio culturale di inestimabile valore.

È un vero complesso monumentale che si estende in un parco di circa nove ettari e custodisce edifici, giardini, piazze, musei, un teatro e sorprendenti installazioni che sembrano sfidare ogni logica. Ogni angolo racconta qualcosa del suo ideatore, uomo eccentrico, raffinato e profondamente innamorato del bello.

Il cuore e fulcro del Vittoriale è la Prioria, ovvero la dimora di “Frate Gabriel priore” nome con cui d’Annunzio amava definirsi. Entrare nelle sue stanze significa immergersi in un ambiente suggestivo, quasi sacrale e volutamente oscuro. Tappeti orientali, libri, statue, reliquie, arredi preziosi e oggetti provenienti da ogni parte del mondo riempiono gli spazi senza lasciare quasi filtrare la luce naturale. Si dice che il poeta, fotofobico, amasse ricevere gli ospiti in ambienti volutamente poco illuminati per nascondere i segni dell’età e creare un’atmosfera quasi rituale.

Stanza della Leda

Nulla qui è disposto casualmente: ogni stanza riflette un aspetto della personalità di d’Annunzio, tra spiritualità, estetismo e desiderio di stupire. La stanza della Musica, la stanza della Leda, la stanza delle Reliquie, la stanza del Lebbroso, luogo di raccoglimento e meditazione altamente simbolico (il lebbroso, ovvero d’Annunzio stesso, era anticamente emarginato ma sacro a Dio), il celebre Bagno Blu, sono solo alcuni degli ambienti che raccontano il gusto per il simbolismo e la teatralità che caratterizzò tutta l’esistenza del Vate.

All’esterno il percorso continua attraverso un parco monumentale disseminato di fontane, giardini e scorci panoramici sul lago. È qui che si incontrano alcune delle immagini più iconiche del Vittoriale.

Impossibile, infatti, non restare sorpresi davanti alla Regia Nave Puglia, una vera nave militare incastonata nel fianco della collina come se fosse pronta a salpare verso il Garda. Donata a d’Annunzio dall’ammiraglio Thaon di Revel nel 1923, venne smontata e ricostruita sulla collina con la prua rivolta simbolicamente verso l’Adriatico, in memoria delle imprese compiute durante la Prima Guerra Mondiale.

Poco distante un altro elemento inatteso è il MAS 96, il motoscafo utilizzato nell’impresa di Buccari del 1918, una delle azioni più celebri della propaganda dannunziana. Il suo acronimo, Motoscafo anti Sommergibile, per il poeta si deve sciogliere in “Memento Audere Semper”.

Tra i luoghi più suggestivi spicca poi il Mausoleo, dove d’Annunzio riposa insieme ad alcuni compagni d’armi. Situato sul punto più alto del parco, domina il lago con una scenografica struttura circolare ispirata ai sepolcri monumentali dell’antichità. Da qui lo sguardo abbraccia il Garda in tutta la sua bellezza, regalando uno dei panorami più emozionanti dell’intera visita.

Non meno spettacolare è il Teatro all’aperto, il Parlaggio, inaugurato nel 1953 su progetto di Gian Carlo Maroni. Ispirato ai teatri classici, sfrutta il lago come quinta scenografica naturale e, ancora oggi, ogni estate ospita concerti, spettacoli teatrali e grandi eventi culturali per un’esperienza che rende perfettamente l’idea di quel dialogo tra arte e paesaggio che caratterizza tutto il Vittoriale.

Negli ultimi anni il complesso si è arricchito di nuovi spazi museali, tra cui il Museo “L’Automobile è Femmina”, dedicato alla passione di d’Annunzio per i motori, e il Museo d’Annunzio Segreto, che espone centinaia di oggetti personali, abiti, lettere e curiosità capaci di restituire il lato più intimo del Vate.

Il Vittoriale è però anche un luogo ricco di dettagli insoliti. Pochi sanno, ad esempio, che d’Annunzio aveva fatto incidere motti e aforismi lungo tutto il percorso, trasformando il giardino in una sorta di libro a cielo aperto. Ogni elemento, dalle colonne agli alberi, dalle fontane ai sentieri, è carico di significati simbolici che ci invitano a osservare con attenzione.

Oggi il Vittoriale è una fondazione aperta al pubblico che continua a stupire i suoi visitatori.

Sicuramente, ritratto tridimensionale di una delle personalità più controverse e affascinanti del Novecento italiano, che ebbe il genio e la capacità di trasformare la memoria in spettacolo, è il luogo dove conoscere Gabriele d’Annunzio, luogo dove estetica, storia, e paesaggio convivono in un equilibrio unico che lo rendono uno dei complessi monumentali più straordinari d’Italia, da visitare almeno una volta nella vita.

Articoli Consigliati