Alla scoperta di: il Teatro Filarmonico

di Miriam Cetti

Un viaggio nella cultura e nella musica della città.

Nel cuore di Verona c’è un luogo dove arte, musica e storia si intrecciano da oltre tre secoli, un luogo che rappresenta uno dei pilastri della vita culturale della città.
A pochi passi dall’Arena, ha ospitato anch’esso alcune delle più importanti rappresentazioni liriche e sinfoniche d’Italia, diventando così un punto di riferimento per gli appassionati di musica e spettacolo.
Venite con me alla Scoperta del Teatro Filarmonico!

La sua storia

Le origini del Teatro Filarmonico sono da sempre legate all’Accademia Filarmonica di Verona, la più antica accademia musicale d’Europa, fondata da un gruppo di nobili e intellettuali veronesi nel 1543, con l’obiettivo di promuovere lo studio e la diffusione della musica.
Nel Seicento l’Accademia, ottenuto il terreno vicino ai Portoni della Bra, decise di dotarsi di una sede e un proprio teatro stabile dando così vita al Teatro Filarmonico.


Abbandonato il primo progetto che prevedeva un teatro su modello del palladiano teatro Olimpico di Vicenza è nel Settecento che finalmente grazie allo slancio di Scipione Maffei venne costruito con “sala all’italiana”. L’incarico fu affidato all’architetto Francesco Galli Bibiena, il più celebre architetto teatrale dell’epoca.
E così nel gennaio 1732 venne inaugurato con l’opera “La Fida Ninfa” di Antonio Vivaldi, composta appositamente per l’occasione su libretto dello stesso Maffei.


Nel corso della sua storia, il Teatro Filarmonico ha dovuto affrontare varie difficoltà: la notte tra il 20 e il 21 gennaio 1749 un incendio, divampato da uno dei palchetti, distrusse gran parte dell’edificio. Grazie al sostegno e al lavoro dell’Accademia, fu ricostruito e inaugurato nel 1754, più splendido che mai.

La notte del 23 febbraio 1945, poi, i bombardamenti rasero al suolo gran parte della struttura. Di nuovo l’Accademia veronese si mobilitò per la sua ricostruzione. I lavori non furono semplici e durarono diversi anni ma finalmente nel 1975 il teatro riaprì le sue porte con il Falstaff o sia le tre burle di A. Salieri.

Curiosità: Il 3 dicembre 1822 venne eseguita la cantata Il vero omaggio di Rossini alla presenza dell’imperatore Francesco II e altri dignitari europei riunitisi a Verona per partecipare al Congresso della Santa Alleanza.

La sala Maffeiana

Originariamente “Gran Sala”, com’era definita prima di essere dedicata al Maffei, è insieme al Pronao, la facciata classica del teatro che si affaccia sul giardino del Museo Lapidario, testimonianza dell’antico edificio dell’Accademia Filarmonica, e soprattutto è l’unica parte sopravvissuta alle distruzioni del teatro.

Ed è proprio al suo interno che il 5 gennaio 1770 ci fu il primo concerto italiano del giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart che stupì tutti gli accademici al punto da nominarlo maestro onorario.

Il Patrimonio storico

Notevole è il suo patrimonio storico, in particolare la preziosa collezione di strumenti musicali, eredità dell’Accademia Filarmonica. Essa custodisce 71 strumenti di cui alcuni davvero eccezionali, come gli unici due esemplari conosciuti di doppinone,12 flauti traversi rinascimentali, ben un quarto di quelli esistenti, e la celebre tromba “annodata” di A. Schnitzer (1585).

Inoltre, custodisce una collezione di costumi di scena storici, indossati nelle grandi produzioni dell’opera da celebri cantanti veronesi che hanno animato la storia del teatro, tra i quali Giacomo Rimini, Rosa Raisa, Nino Martini e una giovane Cecilia Gasdia.


Oggi il Teatro Filarmonico, sempre guidato dall’Accademia, continua a essere la principale sala musicale di Verona con le sue stagioni liriche, concerti sinfonici, balletti e spettacoli teatrali, affiancando l’Arena nella promozione della grande musica.

Articoli Consigliati

Non sono presenti eventi correlati a questo articolo.