Sul palco Pannofino, Pasotti, Maria Paiato e il regista argentino Alfredo Arias.
Cuore dell’Estate Teatrale Veronese, per identità e nascita, è il Festival Shakespeariano. Un legame tra le opere del Bardo e la città scaligera che si rinnova anche quest’anno grazie ad allestimenti e interpretazioni nuovissimi, mostrando l’attualità di Shakespeare per temi, riflessioni, personaggi, archetipi e la capacità di rivelare il confine, spesso labile, tra vita e sogno.
Quattro gli spettacoli legati a Shakespeare, tutti nel mese di luglio, nello scenario unico del Teatro Romano: prime nazionali con protagonisti d’eccezione, a ribadire il ruolo centrale del cartellone veronese nel nostro Paese. Travolgente sarà l’interpretazione di Francesco Pannofino – affiancato da Francesco Acquaroli e Paolo Sassanelli – nello spettacolo inaugurale, il 3 e 4 luglio, Rosencrantz e Guildenstern sono morti, l’esilarante tragicommedia scritta dal commediografo inglese Tom Stoppard a partire da due figure minori dell’Amleto di Shakespeare.
Un classico ormai, che usa i toni della commedia e del paradosso. I due fedeli amici di Amleto, chiamati a capire cosa si celi dietro la follia del principe, distorcono le prospettive e fanno crollare le certezze con l’insensatezza del loro agire, fatto di battute esilaranti, vaneggiamenti, doppi sensi: un ruolo perfetto per il talento caleidoscopico di Pannofino. Il dramma della gelosia per eccellenza, l’Otello di Shakespeare, andrà in scena il 10 e 11 luglio analizzando le passioni umane attraverso la lente della violenza di genere.

Protagonisti attesissimi a Verona di questa prima assoluta sono Giorgio Pasotti, qui regista e attore (Iago), e Giacomo Giorgio amatissimo dal pubblico nella fiction televisiva Mare fuori, nei panni del Doge nero. Una pièce forte e dura, che nella drammaturgia inedita di Dacia Maraini mette in luce i temi attualissimi della misoginia, del folle bisogno di controllo e possesso dell’uomo sulla donna, scambiato per amore.
Riccardo III (17 -18 luglio) emblema del potere che si abbatte su libertà e diritti di singoli e comunità, archetipo di malvagità, è interpretato in questa nuovissima produzione da Maria Paiato, attrice straordinaria tra le più sensibili e raffinate del panorama italiano, recuperando un’antica tradizione di corpi femminili che affrontano questo personaggio, quintessenza del male anche nel potere esercitato sulle donne.
La Tempesta (24-25 luglio) infine, è un mix sorprendente di sogno, realtà, magia, illusioni e follia, in un mondo bizzarro in cui nulla è ciò che sembra, ma tutto è reale. Nel nuovo allestimento al Teatro Romano la regia è affidata ad Alfredo Arias, una delle più prestigiose firme internazionali di teatro, opera e cinema, autore di spettacoli effervescenti, animati da un’ironia ora tenera ora folle, un umorismo grottesco e paradossale, amatissimo dal pubblico di ogni generazione. Imperdibile cartellone shakespeariano.