A Verona si esplora la diversità con Interregno

di Redazione

In collaborazione con Fondazione Cariverona e Urbs Picta

Arte, corpi e tecnologia per immaginare il domani.

Un anno di arte per interrogare la società e le sue trasformazioni con Interregno, a partire dalla domanda: cosa significa normalità?

Il nuovo progetto promosso da Fondazione Cariverona con Urbs Picta, con la direzione artistica di Jessica Bianchera, porta a Verona un palinsesto diffuso che, dall’autunno 2025 fino all’estate 2026, comprende tre grandi mostre e un fitto programma pubblico con eventi, laboratori e attività didattiche. Al centro il ripensamento della normalità, come costruzione che cambia con la storia, la cultura e la società, e l’inclusione di corpi e visioni non conformi dove la diversità diventa valore fondamentale.


La prima proposta è NESSUNO ESCLUSO. Linguaggi dell’opera e accesso al sensibile, progetto espositivo di Fondazione Cariverona e UniCredit con Urbs Picta ospitato tra la sede di Fondazione Cariverona in via Forti 3A e la filiale scaligera di UniCredit in via Garibaldi 1. La mostra, curata dall’artista Cesare Pietroiusti, presenta fino al 30 agosto 2026 oltre 50 opere provenienti dalle due collezioni istituzionali e da quella del curatore. Un invito a riconoscere l’arte come diritto accessibile, reso possibile solo dalla pluralità di linguaggi e sguardi che aprono nuove forme di percezione del mondo. Nessuno escluso è visitabile gratuitamente solo per scuole e gruppi su prenotazione scrivendo a corsi@urbspicta.org, con un’apertura straordinaria al pubblico nei giorni di ArtVerona 2025 da venerdì 10 a domenica 12 ottobre.

Mit Borrás (Madrid, 1982) Core (Adaptasi Cycle), 2021 (courtesy l’artista)


Il progetto prosegue con TOMORROWS. Folding, Flexing and Expanding, a cura di Jessica Bianchera e Domenico Quaranta, in programma a Palazzo del Capitanio dal 10 ottobre al 9 novembre 2025. La mostra di Fondazione Cariverona con Urbs Picta, in collaborazione con il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona e ArtVerona, invita a concepire l’arte come laboratorio critico per immaginare ciò che ancora non esiste e interrogare le forme che la vita potrà assumere. Sette artisti – Apparatus 22, Mit Borrás, Zach Blas, Heather Dewey-Hagborg, Shu Lea Cheang, Copper Frances Giloth e Michele Gabriele – indagano il corpo come terreno di proiezione speculativa, trasformazione tecnologica e conflitto simbolico. Le loro opere delineano, così, un orizzonte in cui il corpo non è più dato naturale ma dispositivo immaginativo e politico, costantemente riscritto dalle tecnologie, dalle estetiche e dalle narrazioni che lo attraversano. TOMORROWS è visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 18, con aperture speciali per ArtVerona nella serata inaugurale di venerdì 10 ottobre dalle 21 a mezzanotte e sabato 11 ottobre dalle 10 a mezzanotte.

Articoli Consigliati