Idee, giovani e futuro: Trento parla all’Europa
Dal 20 al 24 maggio Trento tornerà a trasformarsi in un grande laboratorio di idee con la nuova edizione del Festival dell’Economia, appuntamento che negli anni è diventato uno dei momenti più autorevoli del dibattito italiano ed europeo. Un’occasione che richiama economisti, studiosi, imprenditori, giornalisti e osservatori internazionali, ma anche un’opportunità interessante per chi, dal Veneto e da Verona, cerca un fine settimana diverso, fatto di incontri, riflessioni e confronto sui temi che stanno cambiando il presente.
Il titolo scelto per l’edizione 2026 è già un manifesto: “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”. Un tema che prova a leggere il passaggio storico che stiamo vivendo, segnato dal progressivo ridimensionamento del mercato tradizionale e dall’ascesa di nuovi centri di potere economico e tecnologico. Al centro della riflessione ci saranno soprattutto le grandi aziende digitali, l’intelligenza artificiale, il rapporto tra Occidente e Oriente e il ruolo delle nuove generazioni in un’Europa che fatica a immaginare il proprio futuro.
Negli ultimi vent’anni, infatti, lo scenario economico globale è cambiato radicalmente. I colossi della vecchia industria hanno lasciato spazio alle big tech americane, da Apple a Microsoft, passando per Amazon, Alphabet e Nvidia, aziende che oggi concentrano una quantità di ricchezza e influenza senza precedenti. Un potere che non riguarda più soltanto l’economia, ma anche la gestione delle informazioni, della tecnologia e persino delle dinamiche politiche internazionali.
Il Festival proverà quindi a interrogarsi su quale direzione stia prendendo il mondo contemporaneo. Da una parte gli Stati Uniti e il peso crescente delle multinazionali tecnologiche, dall’altra la forza economica asiatica, con Cina e India sempre più protagoniste. In mezzo, un’Europa che deve fare i conti con crescita rallentata, crisi demografica e difficoltà nel costruire nuove leadership politiche e culturali.
Non è un caso che il filo conduttore dell’edizione 2026 siano proprio i giovani. Il tema della fuga di talenti, del lavoro precario e della perdita di fiducia nelle prospettive future attraverserà molti degli incontri in programma. Il Festival cercherà di capire come rendere nuovamente attrattivi l’Italia e l’Europa per le nuove generazioni, in un contesto in cui sempre più ragazzi scelgono di trasferirsi all’estero.
Il programma sarà particolarmente ricco: oltre 700 relatori prenderanno parte agli appuntamenti distribuiti nel centro storico di Trento. Tra i nomi già annunciati spicca quello del Premio Nobel Christopher Pissarides, che interverrà sul rapporto tra lavoro e intelligenza artificiale. Attesi anche economisti internazionali, ministri, manager, accademici e rappresentanti delle istituzioni.

Le sedi del Festival diventeranno ancora una volta luoghi aperti di confronto. Il Teatro Sociale ospiterà i grandi incontri serali e i keynote dedicati ai temi del lavoro, dell’innovazione e dell’ambiente; Palazzo della Provincia, nella Sala Depero, accoglierà i dibattiti sulle istituzioni e sulla democrazia contemporanea; Piazza Fiera si confermerà invece il cuore più dinamico della manifestazione, con eventi all’aperto, dirette radiofoniche e appuntamenti divulgativi.
Più che un semplice festival economico, quello di Trento continua così a proporsi come una finestra sui grandi cambiamenti del nostro tempo. Un appuntamento che unisce divulgazione e approfondimento, capace di attirare non solo addetti ai lavori ma anche curiosi, studenti e appassionati. E che, anche per il pubblico veronese, può diventare l’occasione per un viaggio breve ma denso di spunti, nel cuore di una città che per cinque giorni parlerà al futuro dell’Europa.
Per il programma completo, in continuo aggiornamento: www.festivaleconomia.it