A scuola di meraviglia: cos’è un maestro?

di Agnese Ceschi

Il 17 settembre sarà Massimo Recalcati a rifletterci.

In un’epoca di incertezze e trasformazioni, il ruolo del maestro è più che mai fondamentale. La stessa etimologia del termine, dal latino magister, indica “colui che è più grande”. Ma in cosa consiste questa grandezza? Non solo nel sapere, ma soprattutto nella dimensione umana.

Oggi il maestro è guida, ispirazione, emozione.

Un’interessante riflessione sul tema arriva dal titolo della lectio che lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati terrà al Teatro Romano il 17 settembre per il Festival della Bellezza 2025: “A scuola di meraviglia: cos’è un maestro?”. La data coincide con la riapertura delle scuole in Veneto, prevista per il 10 settembre. Da qui la domanda: qual è oggi il significato profondo dell’essere maestri?
«Viviamo in un’epoca che vorrebbe fare a meno del maestro – spiega Recalcati nello spettacolo in anteprima al Castello Sforzesco di Milano. –
Il maestro è colui che può parlare solo di ciò che gli preme e lo tocca veramente. È colui che porta la luce: l’incontro con il maestro non è un incontro con un potere che comanda, ma è un incontro che chiarifica».

Parole che sottolineano quanto sia centrale il ruolo emotivo ed esistenziale del maestro. Deve saper generare meraviglia, stimolare passioni, emozioni. «Il docente deve sapere motivare, coinvolgere e anche essere flessibile rispetto alle dinamiche della classe, che cambiano di giorno in giorno. L’insegnante non può solo trasmettere contenuti: deve fare in modo che questi contenuti suscitino curiosità e passione – spiega la psicoterapeuta Giuliana Guadagnini. – La meraviglia è il punto di partenza dell’apprendimento, poiché è solo quando siamo meravigliati da qualcosa che ci impegniamo attivamente per comprenderlo meglio.

Non basta più trasmettere conoscenze in modo frontale. Le normative scolastiche valorizzano oggi anche abilità e competenze. Il bravo insegnante deve creare esperienze significative che coinvolgano la mente ma anche il cuore.
Un riferimento simbolico a questo rapporto maestro-allievo si trova nel Simposio di Platone, nell’incontro tra Socrate e Agatone. Il giovane chiede a Socrate di versare il sapere nella sua mente. Ma Socrate risponde che lui non possiede il sapere, bensì lo desidera. «Un maestro non è colui che sa il sapere, ma colui che ama e desidera il sapere. E quando lui incontra il desiderio del sapere, l’allievo si trasforma da coppa vuota in amante», spiega Recalcati.

In questo quadro idealmente ricco, esistono però difficoltà reali. I docenti devono affrontare pressioni sociali e familiari, oltre al delicato equilibrio tra i vari ruoli che ricoprono. «Le sfide sono molteplici: dalla pressione sociale e familiare sul sistema educativo, fino alle difficoltà di mantenere un equilibrio tra i vari ruoli che un docente deve assumere. Purtroppo, infine, la figura dell’insegnante non è sempre valorizzata come dovrebbe» conclude Guadagnini.

BUON ANNO SCOLASTICO!

Che cosa rappresenta, psicologicamente, l’inizio dell’anno per gli studenti? Un momento di transizione, spesso vissuto con ansia. Il passaggio tra cicli scolastici o semplicemente il ritorno tra i banchi può generare incertezza: nuove relazioni, nuovi equilibri. La ricerca del proprio posto nel gruppo classe, la paura dell’ignoto, possono creare tensione. Ma per molti, è anche una sfida positiva. Un’occasione per rimettersi in gioco.

Gli altri spettacoli al Teatro Romano del Festival della Bellezza 2025:

  • 14 settembre, 21:00 – Aldo Cazzullo: “Il meraviglioso romanzo della Bibbia”
  • 15 settembre, 21:00 – Arianna Porcelli Safonov: “Minotauri contemporanei”
  • 16 settembre, 21:00 – Alessandro Bergonzoni: “Nonbello ma gnifico (Chimeraviglia?)”
  • 23 settembre, 21:00 – Umberto Galimberti: “Il mistero della bellezza: la meraviglia”
  • 24 settembre, 21:00 – Edoardo Bennato: “Sono solo canzonette” (concerto)
  • 25 settembre, 21:00 – Paolo Rossi: “Stand Up Classic”
  • 26 settembre, 21:00 – Noemi: “Nostalgia”

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